Martedì 22 Febbraio 2011

Addio al piccolo Luca
Aveva otto anni

ORSENIGO Dolore e sconforto in paese per la scomparsa del piccolo Luca Molteni, otto anni, deceduto nella notte tra domenica e lunedì all'ospedale San Matteo di Pavia, in seguito alle complicanze dovute alla sindrome di Duncan, malattia molto rara, legata al malfunzionamento di un cromosoma e per la quale l'unica speranza è il trapianto del midollo osseo.
I genitori, Alberto ed Elena, distrutti da un dolore così grande, ricordano vicissitudini vissute con il loro bambino: «Luca era stato colpito già nel 2008 da un linfoma all'addome - ricorda il papà -: da quella dolorosa vicenda eravamo riusciti a venirne fuori, completamente, la scorsa primavera: certo rimanevano la preoccupazione e i controlli periodici, ma eravamo abbastanza tranquilli».
Invece al tumore è seguita la rara sindrome di Duncan, fra l'altro diagnosticata al piccolo Luca quasi per caso, dopo la scoperta che a soffrirne era il fratello minore, di cinque anni.
«Il suo fratellino purtroppo ha la stessa malattia - racconta la madre, Elena, 42 anni, fisioterapista come il marito, di 44 -: quando ci siamo accorti che anche Luca manifestava gli stessi sintomi ci siamo subito allarmati e in effetti i medici hanno presto diagnosticato anche a lui la medesima sindrome, ma in forma più aggressiva e più acuta».
Luca è stato quindi ricoverato al Sant'Anna di Como, ma i medici, vista la gravità della situazione, quindici giorni fa, hanno preferito trasferirlo a Pavia al San Matteo, centro specializzato nella lotta contro i tumori e le malattie rare. «La speranza era quello di poterlo salvare tramite il trapianto di midollo, ma purtroppo non ce l'abbiamo fatta - racconta la mamma affranta -: è subentrato un edema celebrale e non c'è stato più nulla da fare».
I genitori del piccolo ora si danno forza e sostegno l'un con l'altra anche perché hanno una figlia di dieci anni, la maggiore, e il piccolo di cinque anni da accudire: per quest'ultimo inoltre dovranno portare avanti un'altra battaglia.
«Spero che la perdita di Luca sia stata utile perché la ricerca contro questa malattia continui e faccia progressi per gli altri malati che si trovano nelle stesse condizioni», ricorda tra le lacrime la mamma.
I funerali del piccolo si terranno nella chiesa parrocchiale di Orsenigo oggi alle 15. Nel pomeriggio di ieri il parroco, don Erminio Brambilla, ha tenuto un momento di preghiera insieme ai bambini della scuola primaria nella casa della famiglia: «È un momento di dolore davvero grande, per cui non ci sono parole - sottolinea il parroco -: voglio però sottolineare la forza e la dignità di questa coppia nell'affrontare questo delicato momento».
Anche le maestre della classe seconda, che Luca frequentava, lo vogliono ricordare: «La storia di Luca è quella di un bimbo coraggioso e speciale - dicono le insegnanti - che sapeva parlare della paura attraverso il disegno del pescecane e sapeva credere nella gioia come i suoi compagni, dei quali era diventato il “principe” indiscusso».
Oggi sul banco di Luca è stata posata una primula bianca, che lo vuole ricordare. «Un fiore semplice e perfetto com'era Luca - ricordano le maestre - un fiore che ha bisogno di protezione, come ne aveva bisogno Luca».
Anche il sindaco, Licia Viganò, vuole far sentire la vicinanza di tutta la comunità alla famiglia: «Non ci sono davvero parole in queste circostanze - sottolinea il primo cittadino – ci stringiamo attorno alla famiglia e in questi momenti il mio pensiero va ai piccoli compagni di classe, che sperimentano il loro incontro con la morte e il dolore: staremo loro vicini per superare insieme questo momento dolorosissimo». Tra le tante parole di conforto rivolte ai genitori, quelle del fratellino di cinque anni sono quelle che fanno più tenerezza. Ieri, mentre il cronista raccoglieva la testimonianza della mamma, le si è avvicinato in lacrime. «Mi dispiace molto che è morto Luca: mi manca già tantissimo».

f.angelini

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