Venerdì 18 Marzo 2011

Lungolago di Como a pezzi:
Bruni: "Si deve intervenire"

COMO «Se c'è un problema da risolvere, evidentemente, bisogna procedere»: Una battuta lapidaria, non di più. Stefano Bruniieri mattina, non aveva nessuna voglia di parlare. Era in Comune, come tutti i giorni, ma per le celebrazioni ufficiali del 150° dell'Unità d'Italia insieme al vescovo e al prefetto. «Non è il luogo, né il momento, né il posto», ha aggiunto Bruni, troncando sul nascere il discorso e lasciando a bocca asciutta i cronisti che gli chiedevano delle ultime (brutte) notizie sul lungolago che cede, sui tiranti e le solette a pezzi davanti alla darsena, sulla determina di 25 mila euro per studiare una soluzione che eviti chiusura del tratto tra piazza Matteotti e piazza Cavour (e conseguente interruzione del girone). Punto e a capo. Fine delle trasmissioni. E dire che fino a poco tempo fa il primo cittadino aveva escluso problemi seri, arrivando a dare degli «irresponsabili» a chi - come Darko Pandakovic e Pierluigi Sfardini, autori di un esposto in procura - aveva chiesto la sospensione dei lavori in attesa di far chiarezza sulle crepe e la tenuta delle solette.
La notizia ha regalato un gran brutto risveglio anche all'architetto Fulvio Capsoni, presidente della Commissione comunale paesaggio. «Non sono al corrente - ha detto - di questi ultimi sviluppi. Tutto avviene nelle segrete stanze e per sapere qualcosa bisogna strapparla con le tenaglie. Sto predisponendo una richiesta al dirigente Ferro perché venga a relazionare in Commissione sullo stato delle cose, su cosa stanno facendo e su dove vogliano arrivare. L'ultima volta, anche se ci ha confermato l'impossibilità pratica della riapertura totale del primo lotto della passeggiata (sarà limitata alla striscia adiacente alla strada, ndr), è stato molto vago. Purtroppo la sensazione è che ognuno vada per la sua strada e che ci sia uno scollamento tra chi amministra e chi sta operando dal punto di vista tecnico». La richiesta di chiarimenti, avanzata in prima battuta dal presidente della Commissione urbanistica Mario Lucini (Pd) e rilanciata dallo stesso Capsoni, registra l'adesione convinta di Angelo Monti, presidente dell'Ordine degli architetti. «Certo che questo lungolago non è molto fortunato», è il suo esordio. «Le mie informazioni riguardo agli ultimi sviluppi - aggiunge, mantenendo il consueto tono pacato - sono limitate a quanto riportato stamattina dal giornale, ma l'impressione è che il problema non sia connesso direttamente al cantiere, bensì all'usura dei tiranti del solaio di collegamento tra la darsena e il lungolago. Pur senza drammatizzare, ritengo necessario un chiarimento nel merito di un problema e sui possibili riflessi viabilistici. Ma, soprattutto, colgo l'occasione per auspicare un chiarimento complessivo su cosa si intende fare e sulle strategie che si intendono seguire per il lungolago e l'intero sistema paratie. C'era un concorso aperto, che sembra congelato, e c'era anche l'ipotesi di una figura di alto profilo, capace di coniugare aspetti tecnici ed architettonici, che fungesse da regista. Potrebbe essere una buona soluzione».
Emilio Frigerio

a.savini

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