Domenica 26 Giugno 2011

Nadia era la prima donna
iscritta al motoclub

MONTANO LUCINO Una casa nuova in via Casarico a Montano, dove abitava da poco; la sua Ducati 848, l'amore per l'equitazione, un figlio ormai grande, tre sorelle, un fratello, un fidanzato, tante cugine e gli amici del motoclub. Nadia Pesola ha lasciato tutto dopo l'incidente di venerdì a mezzogiorno sulla Regina a Carate Urio. Lei, così vivace, dinamica, estroversa, talvolta esuberante e, senza ombra di dubbio, bella.
Nadia era nata 43 anni fa a Cantù, dove è cresciuta, a ottobre avrebbe compiuto gli anni.
«La notizia ci ha letteralmente disorientati – dice Giulia Pesola, zia di Nadia – era una motociclista esperta, siamo tutti sotto shock. Le dicevo spesso che se avesse concorso a Miss Italia avrebbe vinto. Tutte le sorelle sono molto carine: Cristina, Patrizia, Lucia che ora è a Boston e poi il fratello Guido. Un paio di settimane fa mi hanno contattato i carabinieri dicendo di avere trovato sulla strada del lago il cellulare di Nadia, lo aveva perso ed era stato schiacciato, sono riusciti ad estrarre la sim per rendergliela. Questo episodio mi sembra quasi un presagio».
Lunedì sarà effettuato l'esame necroscopico, la data dei funerali non è stata ancora fissata.
Nadia faceva parte di due motoclub, il Lariodesmo di Portichetto, club dedicato agli appassionati delle Ducati e la Scuderia Lariana Sbk di Montano.
«Nadia è stata la nostra prima socia - dice Michele Libera, presidente della Scuderia Lariana - proprio perché era la prima ragazza avevamo deciso di tesserarla gratuitamente ed eravamo contentissimi di averla nel gruppo. La sua tessera è arrivata martedì scorso alla federazione motociclistica italiana a Milano, purtroppo non abbiamo fatto a tempo a ritirarla e a consegnargliela. Avevamo in programma un'uscita in pista all'autodromo Daniel Bonera in Franciacorta».
Morta in sella alla sua moto il 24 giugno, Nadia è stata unita alla sorte di un altro motociclista del motoclub Lariodesmo, Fabio Sgammini di Lurate Caccivio, che perse la vita un altro 24 giugno, quello del 2008: proprio ieri è stata celebrata una messa in suo ricordo. E quel numero, il 24, tre mesi fa, a marzo aveva segnato ancora la vita di Nadia, era stata operata di triplartrodesi al piede sinistro. “In bocca al lupo” le scrivevano gli amici e lei, a conferma del suo caratterino, rispondeva: “Il lupo è morto io esco per le 10.”
I capelli corvini lisci e lunghi, alta e armoniosa, un carattere fermo e determinato, teneva a bada i ragazzi del motoclub e anche il suo fidanzato. Oltre le moto e la sua Ducati amava anche andare a cavallo e apprezzare la natura, posti come Montieri in provincia di Grosseto o Barge nel cuneese, lì progettava una vacanza a cavallo e consigliava posticini tranquilli e vicini come Brunate.
Lavorava in una mensa in Canton Ticino, da non molto. Come da poco si era trasferita a Montano e al motoclub non si erano lasciati sfuggire un elemento così vivace, ma l'amicizia sorretta dalla passione per le due ruote con i ragazzi di Montano è durata troppo poco. «Dietro al mio niente si nasconde il tutto»: a Nadia piaceva questa frase e chi l'ha conosciuta bene, oggi, ne comprende il significato profondo.

f.angelini

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