Lunedì 27 Giugno 2011

Carate Urio: rettilineo killer
e la rotonda è ferma

CARATE URIO Troppi morti nello stesso punto, in prossimità dell'intersezione tra la statale Regina e la via comunale di Santa Marta che mette in comunicazione la strada alta con la sottostante provinciale 71. Appare più che mai necessario fare qualche cosa, ma gli appelli rimangono inascoltati.
Il programma presentato dalla nuova amministrazione presieduta da Daniele Maggi il mese scorso parla chiaro.
Alla voce viabilità viene specificata la priorità assoluta «per la rotonda di Santa Marta onde garantire sicurezza sulla statale stessa».
Un discorso identico viene  formulato dal capogruppo della minoranza Oscar Mella.
«Per la via Regina – dice Mella – vogliamo una viabilità più sicura per una migliore qualità della vita dei cittadini. In accordo con gli altri comuni occorre studiare soluzioni per limitare la velocità equiparando i limiti a livello territoriale. L'uso degli autovelox non è risolutivo e il problema della statale non può essere affrontato in modo frazionato in quanto deve  coinvolgere l'intero bacino da Cernobbio a Sorico. E' necessario trovare concrete soluzioni affinché chi abita oltre la statale possa attraversare la strada per raggiungere il centro paese senza dover affrontare percorsi tortuosi o dare luogo a pericoli».
I riferimenti riguardano la morte del giardiniere Stefano Boggia e a distanza di poco tempo del ragioniere Giovanni Orefice. Si è ora aggiunto un nuovo lutto con la morte di Nadia Pesola di Montano Lucino.
Sia Daniele Maggi che Oscar Mella nella prima riunione del consiglio comunale hanno denunciato una situazione di ingiustificabile disagio che penalizza il Basso Lario e impedisce alle amministrazioni del territorio di far sentire le loro voci e formulare costruttive proposte.
«Quando in ambito provinciale vengono indette  riunioni per dibattere le questioni più urgenti della statale 340 - ha detto Maggi anche nel ruolo di presidente dell'unione comuni Lario di Ponente - il Basso Lario non viene invitato al tavolo eppure le problematiche ci interessano direttamente in quanto subiamo le conseguenze di anomale regolamentazioni del traffico pesante, dei limiti di velocità, della carenza di controlli. Sussistono perfino difficoltà nella realizzazione di attesi miglioramenti per i quali saremmo disponibili a assumere una quota degli oneri. La rotonda di Santa Marta che permetterebbe di interrompere la velocità sul rettilineo e agevolare l'immissione dei veicoli rappresenta un esempio eclatante. La stiamo proponendo da anni, ma nessuno ci dà ascolto».

f.angelini

© riproduzione riservata