Giovedì 29 Settembre 2011

Scandalo box, è bagarre
Atteso dal '94 l'aumento

COMO Una perizia urgente sul garage affittato dall'amministrazione comunale all'attuale dirigente del settore Patrimonio Marina Ceresa e il mistero sul canone d'affitto per i posti di via Italia Libera, di cui uno assegnato all'ex vice segretario generale Domenico De Cesare. Su questi due punti, ma anche sulla gestione complessiva del patrimonio comunale, è intervenuto ieri il commissione Patrimonio il direttore generale di Palazzo Cernezzi Nunzio Fabiano. «Pare che sia stato concesso un contratto di affitto di 18 anni - ha detto Fabiano in merito al box di via Torno in locazione a Marina Ceresa a un canone di 541 euro annui - per consentire l'ammortamento delle spese sostenute per la trasformazione da magazzino a garage. Ho chiesto le fatture per verificare il rapporto tra la spesa e i 18 anni, ma alcune, essendo decorso il termine di conservazione, non ci sono. Per questo ho disposto incaricando un geometra del Comune la stima dei lavori effettivamente eseguiti». «In via Torno - ha sbottato il presidente della commissione Emanuele Lionetti - a 50 metri da quel garage ci sono 14 posti auto assegnati a 1600 euro l'anno, mentre noi chiediamo 500 euro con un contratto di 18 anni. In via Torno non ci sono parcheggi e qui non ci sono difese, c'è solo la vergogna».
Poco dopo Fabiano ha risposto alle domande sul posto auto di De Cesare (a 404 euro l'anno): «In una delle carte in cui mi sono imbattuto - ha detto - ho trovato un appunto dell'allora dirigente del settore Patrimonio (si parla del 1994, ndr) che chiedeva l'adeguamento del canone (da 600mila lire a un milione e 200mila) proponendone il raddoppio, ma l'assegnatario non si è presentato». Tanto è bastato a far storcere il naso ai commissari. «Spero almeno che ci sia un punto esclamativo dopo quella frase» ha ironizzato Bruno Saladino (Pd).
Non è stato fatto accenno al box in via Grossi affittato per 348,84 euro a un altro ex dirigente del settore Patrimonio, Antonio Auciello, che ha pure un appartamento del Comune in via Balestra in regime di edilizia residenziale pubblica, che dovrà lasciare «non avendo più titolo» come ha detto Fabiano.

a.savini

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