Venerdì 13 Aprile 2012

Caso Ca' d'Industria
Nonni salvi fino a dicembre

COMO Rimangono aperte e continuano a funzionare le Rsa di via Brambilla e di via Varesina e, per salvare il bilancio, è in vendita la "Solitaria", l'ex casa di riposo di Albese con Cassano chiusa da tre anni.
In questi giorni, Ca' d'Industria si alleggerisce del patrimonio non utilizzato e di un rischio incombente, quello della chiusura a nuovi ospiti, con la conseguente perdita di incassi.
Infatti, il consiglio d'amministrazione ha pubblicato un avviso di «verifica di manifestazione d'interesse» all'acquisto dell'immobile e dei terreni della proprietà di Albese: sarebbe troppo impegnativo e fuori dalla portata economico - finanziaria della Fondazione avviare un intervento di recupero della struttura e delle funzioni. D'altra parte, il bilancio non quadra e il consiglio d'amministrazione ha posto sotto esame la voce consistente di uscita legata al contratto con la società Fms, appaltatrice del servizio pasti. Prevede, infatti, che siano pagati anche i pasti non corrisposti e sono attesi provvedimenti nei prossimi giorni.
Ma per recuperare capacità di investimenti e non solo per l'ordinaria gestione, il Consiglio d'amministrazione presieduto da Paolo Frisoni punta alla dismissione del patrimonio inutilizzato, come "La Solitaria ". Un tempo, le perdite di bilancio erano coperte da lasciti e donazioni che adesso non ci sono più e quindi è necessario intaccare il patrimonio.
La  pubblicazione dell'avviso è anche il segnale che il Consiglio d'amministrazione non intende premere sulle rette, già cresciute negli ultimi anni. Nel 2012,  una giornata di ricovero in via Brambilla e in via Varesina, in una camera a due - tre letti, costa 59,50 euro e 71, 20 euro in una camera ad un letto. Alle Camelie, la retta è di 73,90 euro al giorno in camere a due letti e di 117 euro ad un letto.
Intanto, ora è ufficiale e definitivo: la Asl ha pubblicato la delibera che consente alle strutture di via Varesina e di via Brambilla di continuare ad esercitare l'attività.
Non devono bloccare i nuovi accessi perché non hanno completato entro il 31 marzo scorso il piano di adeguamento alle norme di sicurezza e ai requisiti di confort stabiliti dalle disposizioni regionali.

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a.savini

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