Martedì 29 Gennaio 2013

«Le imprese e il Paese ripartiranno
se ricorderanno chi siamo»

COMO Si può ritrovare un clima, la capacità di ricostruire, come nel dopoguerra.

Ieri sera in un auditorium gremito, Confindustria ha portato ai comaschi il messaggio di fiducia di Roberto Napoletano, direttore de "Il Sole 24 Ore" e autore del libro "Promemoria italiano". Dopo il benvenuto del presidente degli industriali Francesco Verga, il dialogo tra Napoletano e Diego Minonzio, direttore de "La Provincia", ha permesso di viaggiare tra le miserie dei nostri giorni e i punti di forza offerti dal passato. «È giusto nel degrado compiere uno sforzo per ricordare alcuni valori civili che vengono prima dei valori dell'economia» ha affermato Napoletano.

La paura, da combattere, anche con le pagine del passato. La Cina annienterà il nostro manifatturiero? «Assomiglia al nostro Paese nel dopoguerra, con tutti che hanno il primo, secondo, terzo lavoro – ammonisce Napoletano, ma aggiunge - Ci possono comprare, ma non sostituire. Siamo detentori di un patrimonio di competenze. Deve tornare la fame, e un po' di rabbia».

Ma non è che l'Italia paga anche l'assenza di una cultura liberista, ha chiesto Minonzio, citando la frase della Thatcher sul buon samaritano che non sarebbe stato ricordato se, oltre alle buone intenzioni, non avesse avuto i soldi? «Un pregiudizio antindustriale c'è – ha risposto - Eppure la seconda manifattura europea è quella italiana».
Servono valori, serve l'orgoglio, ha ribadito Napoletano.


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m.lualdi

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