Martedì 28 Luglio 2009

Tangenziale di Como ferma
Castelli: colpa dei progettisti

Due distinte audizioni al Senato, una con il viceministro Roberto Castelli e l’altra con l’amministratore delegato di Cal (concessioni autostradali lombarde) Antonio Rognoni non sono bastate a chiarire la questione del secondo lotto della tangenziale di Como. 
Castelli ha puntato il dito contro «chi ha fatto il progetto preliminare o il progetto definitivo: uno dei due ha sbagliato», mentre Rognoni (la sua società dovrà realizzare l'opera) si è limitato a dire di «non» essere «pessimista sulla possibilità che si trovi una soluzione: abbiamo solo bisogno del tempo tecnico per individuarla».
In commissione Lavori pubblici, Castelli ha spiegato i motivi per cui si è bloccato il secondo lotto della tangenziale: «Secondo il progetto preliminare, il costo previsto per i secondi lotti era di 442 milioni, ma poi è lievitato a 1.200 milioni. Oltre a ciò il presidente della Provincia di Como ha evidenziato che per questioni geologiche la realizzazione della galleria prevista dal progetto preliminare rischia di svuotare un lago vicino a Como».
Alla domanda su chi ha sbagliato, il viceministro ha replicato: «Chi ha fatto il progetto preliminare o il progetto definitivo» ovvero la 
Pedemontana. 
Secondo l’amministratore delegato di Cal Antonio Rognoni "forse si è trattato piuttosto di un’insufficiente capacità di approfondimento" degli aspetti «geologici» legati al secondo lotto. Il tracciato, ha spiegato in Commissione, era stato previsto «sulla base di indagini esclusivamente documentali». Con «il progetto definitivo sono state richieste ed eseguite le prove geologiche», che hanno indicato un incremento dell’85% dei costi. Rognoni ha poi bocciato l’ipotesi della realizzazione di una galleria con «un’unica canna», ovvero un’autostrada con una sola corsia per senso di marcia. "E' - ha spiegato - totalmente irrealistica. Si tratterebbe di 6 chilometri di galleria equiparabili ai 6 chilometri del Monte Bianco, con una velocità di 70 all’ora e con una possibilità di realizzazione solo per una densità di traffico al di sotto dei 10mila veicoli al giorno», mentre per la tangenziale di Como le cifre parlano di «25mila veicoli al giorno».

u.montin

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