Complicanze da influenza A
Dieci ricoverati negli ospedali

Dieci comaschi ricoverati per complicanze legate all’influenza A. Cinque sono al Sant’Anna, tre all’ospedale di Menaggio, due a Cantù. Uno dei casi registrati in via Napoleona riguarda un bambino, ma le sue condizioni non sono gravi, così come non destano particolari preoccupazioni quelle degli altri pazienti

COMO Dieci comaschi ricoverati per complicanze legate all’influenza A. Cinque sono al Sant’Anna, tre all’ospedale di Menaggio, due a Cantù. Uno dei casi registrati in via Napoleona riguarda un bambino, ma le sue condizioni non sono gravi, così come non destano particolari preoccupazioni quelle degli altri pazienti. Tutti sono stati colpiti da polmoniti o forme simili e si trovano ricoverati nei normali reparti di degenza, seppur isolati dagli altri pazienti (ove possibile sono stati trasferiti in stanze singole, in alternativa sono stati riuniti in un’unica camera). Nessuno ha avuto bisogno del ricovero in Terapia intensiva. Per molti pazienti la correlazione con il virus Ah1n1 è già stata definitivamente dimostrata dalle analisi e a breve arriveranno gli esiti delle ultime.
Gli episodi del genere, comunque, sul Lario dovrebbero essere non più di cinquanta o sessanta di qui all’inizio della primavera. Eccezioni, visto che nella stragrande maggioranza dei casi i “danni” causati dall’influenza A sono assimilabili a quelli della classica influenza invernale: qualche giorno a letto con febbre, tosse e dolori muscolari. Migliaia di comaschi sono già stati colpiti dal nuovo virus, spesso senza nemmeno accorgersene: «Il tampone si fa soltanto in caso di ricovero, d’altra parte questa influenza si cura con i tradizionali antipiretici, esattamente come l’altra - spiega Laura Chiappa, direttore sanitario del Sant’Anna - Il tasso di mortalità atteso è molto più basso rispetto all’influenza stagionale e più bassa è anche la possibilità di complicanze serie. Sono migliaia i decessi causati ogni anno dall’influenza invernale, eppure non se ne parla. Si sta dando grande risalto, invece, a questo nuovo virus, che è meno aggressivo». Meno aggressivo, ma più veloce: «Colpirà un gran numero di persone, si parla del 40%, quasi tutti però non noteranno nulla di diverso rispetto al tipico malanno di stagione. Nei vari presidi dell’azienda abbiamo predisposto degli ambulatori specifici, ma sono riservati ai casi dubbi o ai soggetti con complicanze. Gli altri non dovrebbero nemmeno presentarsi in ospedale». In via Napoleona un ambulatorio si trova nei pressi del reparto di Malattie infettive e l’altro vicino al pronto soccorso: «Saranno medici di base e pediatri a indirizzare verso queste strutture eventuali pazienti che avessero bisogno di esami e approfondimenti. Una quota minimale in confronto al numero complessivo dei contagiati». Tanto rumore per nulla, insomma? «Sicuramente - dice Laura Chiappa - l’allarmismo di queste settimane è ingiustificato. Credo che in totale conteremo solo alcune decine di ricoverati per complicanze e sarà necessario bloccare i ricoveri ordinari per liberare letti solo se molti casi arriveranno nello stesso periodo. In Medicina i ricoveri programmati sono pochissimi, si interverrebbe quindi sulla Chirurgia. Ma per il momento non ce n’è bisogno. I comaschi devono stare tranquilli: chi rientra nelle categorie a rischio si vaccini, gli altri dovranno sopportare una semplice influenza. Di norma i soggetti sani non hanno complicanze».
Michele Sada

© RIPRODUZIONE RISERVATA