Cercare l’efficienza  senza più alibi

Cercare l’efficienza

senza più alibi

Lavori male? Vai avanti così, non c’è problema. Continua pure a occuparti degli stessi temi. Se qualcuno ti critica, sappi che lo fa solo per invidia o perché è lo strumento di qualche cervellotica macchinazione. Quindi, una bella alzata di spalle e via.

Legittimo pensarla così, per carità. Altrettanto legittimo - ce lo consentano i detrattori in servizio permanente effettivo - dire che non siamo d’accordo. Crediamo che gli amministratori di un Comune facciano benissimo, non bene, a rivedere i compiti assegnati a un dirigente se ritengono che non abbia raggiunto i risultati sperati.

La questione è tornata d’attualità in queste ore, complice la decisione della giunta di ridimensionare il ruolo del dirigente Pierantonio Lorini, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione degli uffici. È bastato pubblicare la notizia per scatenare una raffica di reazioni più o meno indignate, distinguo, precisazioni all’insegna del “io non c’ero e se c’ero dormivo”. Come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi, come se fare scelte - anche difficili e dolorose - non fosse il compito principale di chi si impegna in politica. Solo il sindaco, e gliene diamo atto, ha confermato tutto e ha spiegato i motivi del provvedimento: Lorini, titolare del settore Mobilità, non si occuperà più dei cantieri e di arredo urbano - ha detto - perché riteniamo logico passare questa incombenza al settore Strade, che ha personale con adeguate competenze. Quello che Lucini ovviamente non esplicita, ma è la logica conseguenza del suo discorso, è che, se si interviene su un dirigente dopo tre anni, significa che finora il dipendente in questione non ha rispettato in pieno le aspettative. Il discorso fila, eccome. E non si tratta di scaricabarile, perché l’unica accusa che non possiamo muovere a questa giunta - mantenendo un minimo di onestà intellettuale - è quella di non “metterci la faccia”.

Ecco, arriviamo a dire che, semmai, l’errore del sindaco e dei suoi assessori è stato quello di metter mano all’assetto dell’ente troppo tardi, oltre metà mandato. Forse ha pesato il cambio dell’assessore con la delega al Personale (Savina Marelli ha preso il posto di Gisella Introzzi), fatto sta che a palazzo avrebbero potuto e forse dovuto far scattare prima la mini rivoluzione. L’intervento, sia chiaro, non riguarda unicamente Lorini, protagonista del caso più eclatante solo per le caratteristiche del suo settore (gli interventi viabilistici o sulla sosta hanno un impatto “visibile” e immediato)

Se un assessore sbaglia, paga. Si dimette, viene sfiduciato in aula, cacciato dal sindaco, oppure costretto al passo indietro dal suo partito. E se sbaglia un dirigente? Qui nessuno agita il cappio, ma suvvia, almeno un piccolo ridimensionamento, magari una riduzione dello stipendio invece dei soliti premi...

I dirigenti hanno grande potere e grandi responsabilità (oltre a grandi stipendi) ma non dovrebbero essere degli intoccabili. Anche come forma di tutela nei loro confronti: giusto non far passare sotto silenzio gli errori, altrettanto giusto premiare chi lavora tanto e bene (vedi alla voce meritocrazia), per esempio il segretario generale Antonella Petrocelli (purtroppo in partenza per il Comune di Milano) o Giuseppe Cosenza, tanto per non fare nomi.

Nota conclusiva: apprezzabile la linea intrapresa dalla giunta, ma ora non ci sono alibi. Un eventuale fallimento sarà solo responsabilità della parte politica.

m.sada@laprovincia.it

michele_sada

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