Via al festival organistico
per Carla Porta Musa

Al Carducci il primo concerto sul prezioso strumento restaurato grazie alla scrittrice

C’è ancora un anniversario musicale da festeggiare, in quest’ultimo scorcio di 2013: è il centenario di costruzione dell’organo Mascioni collocato nel salone Enrico Musa del Carducci.

L’auditorium di via Cavallotti, storica sala da concerto cittadina, vanta per Como il primato non così frequente in Italia della presenza di un organo a canne. Il piccolo ma prezioso strumento fu collocato esattamente cent’anni fa col numero d’opera 318, nel novembre 1913, dalla casa organaria di Vincenzo Mascioni per volontà di Enrico Musa su interessamento e progetto fonico di Marco Enrico Bossi, sempre legato a Como nonostante il suo brillante successo nazionale e internazionale come concertista e docente. Per l’istituto Carducci ricorreva allora il decennale di fondazione e il terzo anniversario di inaugurazione del palazzo di viale Cavallotti: Bossi, protagonista del panorama organistico italiano ed europeo tra la fine dell’Ottocento e il primo quarto del Novecento spesso chiamato a tenere applauditi concerti in vari Paesi d’oltralpe, convinse Musa del prestigio europeo di impreziosire il salone maggiore del Carducci con un organo a canne, che ben si sarebbe prestato anche a rispondere agli obiettivi Pro Cultura popolare del settore musicale del sodalizio, in continua ascesa con i propri corsi scolastici.

Lo strumento di dimensioni contenute (14 registri ma tre tastiere e pedaliera) doveva evidentemente rispondere alla formazione di giovani organisti e al fine divulgativo del Carducci.

Dopo decenni di forzato silenzio, l’organo Mascioni del salone Musa ha goduto di un prezioso intervento di restauro da parte dell’organaro comasco Ilic Colzani grazie alla pubblica sottoscrizione caldeggiata dieci anni fa da Carla Porta Musa.

Stasera, alle 20.30, il Carducci inaugura la prima edizione di un festival organistico intitolato alla scrittrice comasca (durante la serata saranno tra l’altro disponibili alcune copie di “Amici e maestri” edito da “La Provincia”). La rassegna prevede tre concerti, proposti negli stessi giorni in cui, cent’anni fa, le maestranze di Casa Mascioni assemblavano lo strumento costruito secondo la tecnologia più avveniristica del tempo, quella a trasmissione pneumatica tubolare.

I programmi delle serate, coordinati dall’organista Giulio Mercati, daranno un nuovo e ulteriore impulso alla centenaria storia musicale dell’associazione di viale Cavallotti: l’intenzione è esplorare e proporre al pubblico il vasto repertorio trasversale di composizioni, di ascolto accessibile e impatto emotivo diretto, oggi trascurato in Italia o affrontato in maniera non consona con le intenzioni timbriche dell’autore, una letteratura preclusa proprio per la mancanza di un luogo e di uno strumento adeguati.

I tre concerti del primo Festival Organistico “Carla Porta Musa” inizieranno tutti alle 20.30: l’inaugurazione odierna è affidata al duo di Claude Hauri al violoncello e Giulio Mercati all’organo per musiche di Camillo Schumann, Franck, Reger, Brahms, Saint-Saëns, Bossi, Karg-Elert e Max Bruch. Informazioni allo 031-26.73.65 e www.associazionecarducci.it.

Stefano Lamon

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