Il direttore Asl: Vaccinarsi?
Un beneficio per la società

Carlo Tersalvi: «Gesto semplice che tutela la salute dei Comaschi»

A guardare i numeri sulla epidemia di influenza dello scorso anno ci sarebbe da scoraggiarsi: copertura vaccinale ai minimi, epidemia forte con aumento di casi di ricovero legati all’influenza e aumento (per fortuna numeri piccoli) dei casi che hanno richiesto ricovero in Unità di terapia intensiva o il ricorso a terapia in ECMO, con 5 casi esitati in decesso e 3 che hanno avuto complicanze severe. Eppure, anche quest’anno riproponiamo la vaccinazione antinfluenzale.

È un nostro impegno forte perché crediamo che un gesto semplice e sicuro possa fare molto per la salute dei Comaschi, perché desideriamo che la gente colga l’opportunità di essere protagonista della propria salute ma anche delle persone che ha vicino a casa, al lavoro, nei luoghi di divertimento. Non è un appuntamento scontato a cui dare, bene o male, un’attuazione. La campagna informativa avrà come slogan: “Influenza: vaccinarsi è un bene per tutti” . Un modo di sottolineare il fatto che la vaccinazione non è solo un atto di salute individuale ma anche un atto di salute collettiva. I vaccini che verranno utilizzati sono sicuri ed efficaci; l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato vaccini la cui composizione segue le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Committee for human medicinal products (Chmp) dell’Ema. La campagna di vaccinazione inizia oggi (3 novembre) e si protrarrà fino al 4 dicembre, ma con possibilità di vaccinarsi per tutto il mese. La protezione indotta dal vaccino comincia circa dopo due settimane dalla vaccinazione e perdura per un sei-otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale anche quando la composizione dei vaccini rimane invariata rispetto alla precedente stagione.

Gli studi sulla vaccinazione antinfluenzale confermano che i vantaggi, in termini di salute e di qualità di vita, superano di gran lunga gli svantaggi, senza contare la netta riduzione del costo sociale dell’epidemia influenzale: giornate di lavoro perse, ricoveri ospedalieri, importanti complicanze legate all’influenza. Più è alta la percentuale di persone vaccinate e minore è la possibilità che il virus influenzale si propaghi nella popolazione.

Da parte nostra, abbiamo coinvolto tutti gli attori del sistema sanitario. I medici di Medicina generale innanzitutto, poi le strutture dell’Asl, gli ospedali, le farmacie, le Residenze per anziani e il volontariato. Grande enfasi è stata data anche alla diffusione della pratica della vaccinazione fra gli operatori sanitari e tra quelli impegnati in servizi di pubblica utilità. Determinante poi sarà il ruolo dei “media”, a partire da “La Provincia” che anche quest’anno ci ospita su queste pagine. Quest’anno siamo ancora di più impegnati a fare sì che la vaccinazione sia un gesto di bene, per se stessi e per tutti.

* Direttore Sanitario dell’Asl di Como

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