Ospedale di Mariano, nuovo rinvio al cantiere: «Ostaggio dei tempi della giustizia»

I tempi Fermi almeno sino alla fine di giugno i lavori per il consolidamento del blocco “B”. Il consulente tecnico del tribunale ha ottenuto una proroga nella contesa tra Asst e impresa

Rimarrà fermo almeno sino alla fine di giugno il cantiere di recupero del blocco “B” dell’ospedale “Felice Villa” di Mariano. Il motivo è da ricercare, ancora una volta, nella contesa giudiziaria tra Asst lariana e l’impresa prima incaricata dei lavori e poi licenziata.

Il consulente tecnico del tribunale ha infatti chiesto e ottenuto una proroga dei tempi necessari redigere una relazione, in base alla quale il giudice deciderà chi ha ragione.

Il nuovo termine

Il tribunale ha fissato al 28 giugno il nuovo termine per la consegna del documento nella forma definitiva.

Il percorso che porterà il giudice a pronunciarsi rispetto la lite è stato definito nell’udienza convocata lo scorso venerdì a Como. Perché accolta la richiesta di proroga firmata dal consulente tecnico, il giudice ha stabilito che entro il 27 di questo mese, il professionista incaricato dovrà mandare la bozza della relazione alle due parti che, poi, avranno un mese di tempo per presentare ognuna le proprie osservazioni al documento, così arrivando al 28 giugno quale termine ultimo al consulente per presentare l’atto nella sua forma definitiva al tribunale di Como.

La relazione servirà sia a fotografare lo stato del cantiere, di fatto mai decollato tre anni dopo il suo affido, così come l’economicità del progetto. Perché è proprio sulla richiesta di una variante ai lavori, con relativo aumento dei costi, che si è aperta la frattura tra l’Asst Lariana e la Unyon Consorzio Stabile scarl e Progress Impianti, l’associazione temporanea d’impresa che si è aggiudicata l’intervento da 6 milioni e 700mila euro. Nell’attesa di conoscere l’esito del procedimento, certo è che il blocco “B” rimane intrappolato nel malinconico aspetto che ormai da vent’anni restituisce agli utenti, quello di un perpetuo cantiere, impacchettato nelle transenne che lo chiudono al bacino dei 60mila residenti del Marianese.

«Ridicolo aspettare ancora»

«I soldi e servizi dei cittadini sono ostaggio dei tempi della giustizia» ha commentato il sindaco Giovanni Alberti quantomeno deluso dallo slittamento della pronuncia sul cantiere atteso da anni dalla comunità. «Stiamo parlando di un ospedale che eroga servizi, e a cui sono collegate altre prestazioni e attività che non possono partire perché il cantiere rimane ancora fermo: è ridicolo dove aspettare così tanto per una cosa così importante per il territorio. Si aggiungono mesi come noccioline quando a me hanno insegnato che il tempo è denaro» ha aggiunto Alberti.

«Al di là dello sfogo speriamo sia l’ultimo rinvio per arrivare a conoscere la posizione del giudice rispetto la questione così da capire come muoversi per poter riavviare il cantiere» ha proseguito il primo cittadino fiducioso dell’esito in giugno.

«Io non penso ci sia un’ulteriore proroga, perché questa è stata concessa al consulente tecnico che altrimenti avrebbe già preso più tempo per produrre la relazione. Credo, insomma che ci siamo, e speriamo che a fine giugno si riesca a tirare una riga per capire quale strada intraprendere per recuperare l’ala del presidio».

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