Spari contro i ladri  Candidati divisi a Cantù
La palazzina in via Stoppani dove un residente ha sparato in aria contro i ladri (Foto by Silvia Cattaneo)

Spari contro i ladri

Candidati divisi a Cantù

I colpi in aria di un canturino accendono il dibattito tra gli aspiranti sindaco. Arosio e Liva plaudono. Novati: «Rispettare la legge». Pavesi: «Tema delicato». Tagliabue: «Escalation che preoccupa»

Chi plaude al coraggio dei cittadini che decidono di non subire passivamente l’assalto della criminalità e chi invece si dice preoccupato dalla diffusione delle armi, perché violenza genera violenza.

Un tema che divide quello della legittima difesa, che sta infiammando la politica nazionale. Ma che irrompe anche nel locale. Sabato sera in città un residente ha esploso tre colpi in aria in via Stoppani, con la sua Beretta regolarmente detenuta, dopo aver trovato due ladri sul tetto di casa.

Il sindaco Claudio Bizzozero ha appoggiato questa reazione, dicendo che se anche avesse anche fatto di più che sparare in aria non lo condannerebbe certo, perché «non si discute quando si tratta di difendere gli affetti più cari».

Posizione che viene condivisa dal candidato sindaco del centrodestra Edgardo Arosio, che con la Lega sostiene che la difesa è sempre legittima: «Innanzitutto va reso merito al signore di aver reagito mantenendo sangue freddo e allontanando i delinquenti. Questo la dice molto lunga sull’esasperazione dei cittadini, che cominciano a chiedere il porto d’armi. Se amministreremo questa città prenderò in considerazione l’idea di organizzare dei corsi gratuiti aperti ai cittadini con psicologi e forze dell’ordine, per avere un principio di educazione all’autodifesa e imparare a gestire una simile situazione».

La pensa così anche Franco Liva di Forza Nuova: «Ha fatto quello che avrei fatto io e ha avuto la lungimiranza di sparare in alto. Come si dice, meglio un brutto processo che un bel funerale. Io credo che simili reazioni potranno aumentare perché Cantù sta diventando un Far West, maggior controlli disincentivano questi malviventi ».

Più cauto Francesco Pavesi, candidato di Lavori in Corso: «Si tratta di un tema molto delicato, perché riguarda un bisogno legittimo della cittadinanza, quello di sentirsi al sicuro in casa propria. Se resta in questi termini ritengo che possa essere legittimo, il problema è che l’uso delle armi non è un buon segno per una società».

«Il rischio è creare una diffusione difficilmente controllabile, e abbiamo l’esempio di altri Paesi dove si è pagato un prezzo molto alto per questo». Stesso pensiero per Gianpaolo Tagliabue, del Movimento 5 Stelle: «Io sono un po’ preoccupato, perché se noi aumentiamo il livello della difesa, dall’altra parte non ci saranno remore ad aumentare il livello dell’offesa. L’esasperazione è comprensibile, non condanno il caso in sé , ma temo la reazione che si potrà avere dell’altra parte. Servono controlli delle forze dell’ordine, non del cittadino».

Anche secondo Alberto Novati, candidato del centrosinistra « I problemi vanno affrontati sempre restando all’interno della legge, altrimenti è anarchia. In questi momenti occorre dare tranquillità alle persone, l’impegno delle istituzioni deve essere per garantire sicurezza e certezza del diritto. Non si può dire “spara”, perché le responsabilità penali sono poi del singolo».


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