Case, 600 famiglie aspettano da 4 anni  Ma il Comune dice che non c’è fretta
Cambiano le regole: la richiesta di assegnazione di alloggi va inoltrata online (Foto by archivio)

Case, 600 famiglie aspettano da 4 anni

Ma il Comune dice che non c’è fretta

Scadeva il 10 giugno il termine per il nuovo bando per le assegnazioni - L’ex assessore Magatti: «Grave ritardo». Il vicesindaco: «Il termine non era perentorio»

Nuovo bando online per l’assegnazione delle case popolari. Arriverà dopo l’estate, in una città, Como, nella quale da quattro anni più di 600 famiglie attendono un alloggio, benché quasi il 33% degli appartamenti sia vuoto e in attesa di una ristrutturazione.

Durante l’ultimo consiglio comunale si è discusso di edilizia residenziale: la più recente graduatoria risale ormai al 2015 e le norme regionali prevedono la costruzione di un nuovo piano per riconoscere ai richiedenti gli alloggi: la scadenza era il 10 di giugno.

«Como insieme ai 22 Comuni limitrofi del piano di zona doveva predisporre un piano - attacca Bruno Magatti, capogruppo della minoranza Civitas - con una ricognizione puntuale degli appartamenti a disposizione, dando la possibilità ai cittadini di compilare la propria richiesta online. Le domande infatti devono essere inviate tramite computer. Siamo purtroppo in grave ritardo. L’ultima graduatoria in città è parecchio datata, nel 2015 aspettavano una casa circa 600 famiglie».

Con la crisi gli enti caritatevoli comaschi stimano che questo numero sia aumentato. Il piano di zona conta 146.387 abitanti, oltre a Como tra i 22 Comuni vicini ci sono ad esempio Cernobbio, Montano, Bellagio, Tavernerio, fino ai più piccoli Brienno, Blevio e Laglio.

«Intanto il termine del 10 di giugno non è perentorio - risponde Alessandra Locatelli, il vice sindaco con la delega ai Servizi sociali - purché si arrivi a bandire dopo l’estate entro la fine dell’anno. E comunque in Regione per le politiche abitative stiamo partecipando alle riunioni utili alla predisposizione del nuovo piano. L’iter è in corso, stiamo formando i dipendenti e i tecnici. Oltre al nostro Comune capofila anche tutti gli altri Comuni devono caricare su un’unica piattaforma gli alloggi e gli appartamenti da mettere a disposizione delle famiglie. Dovremo quindi dare un’adeguata informazione, stiamo preparando depliant e brochure per arrivare a tutti i comaschi. Gli enti infatti non potranno sostituirsi ai cittadini, dovranno essere i cittadini stessi con delle credenziali e dei codici ad inserire online la propria domanda».

Il bollettino regionale ha designato per l’invio delle domande dei cittadini e la raccolta dei dati da parte degli operatori il portale www. serviziabitativi.servizirl.it. Le candidature verranno come ovvio elencate in base ai requisiti economici e sociali. Queste sono le novità, quanto ai mattoni, alle case, il quadro in città non è dei più confortanti. Al 2019 su 789 alloggi per l’edilizia residenziale presenti a Como, 532 risultano occupati e di questi 498 rispondono alle esigenze delle famiglie che ci abitano. Però 20 sono occupati abusivamente, 14 hanno contratti in revisioni e 257, il 32,6%, è vuoto e in attesa di una ristrutturazione. Tre anni fa la quota degli appartamenti sfitti era inferiore del 6%.


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