Affitti alle stelle e pochi posteggi  «Centro storico, i negozi muoiono»
Flavio Bogani, titolare della bottega del colore, che da Largo Miglio (Porta Torre) chiude e si trasferisce in via Milano (Foto by butti)

Affitti alle stelle e pochi posteggi

«Centro storico, i negozi muoiono»

Confcommercio la chiama “desertificazione commerciale”, e ha già fatto vittime - Resisteranno solo i grandi brand e le catene di distribuzione. L’appello: «Invertire il trend»

Quale sarà il futuro dei negozi storici rimasti in centro? Seguiranno l’andamento di alcune principali città turistiche e lasceranno progressivamente il posto ai marchi commerciali più grandi, come in parte sta accadendo, magari spostandosi in periferia? Se le vetrine contribuiscono a costruire l’identità di una comunità, la prossima fisionomia di Como sarà a misura di brand medio grandi e delle catene di distribuzione? «Il fenomeno c’è - spiega Graziano Monetti, direttore di Confcommercio -. Noi l’abbiamo definito desertificazione commerciale e si sta diffondendo nelle città, grandi e piccole. A Como, al momento, è ancora sotto controllo, ma in altre zone della provincia, per esempio sul lago, stanno scomparendo i negozi di prima necessità».

Le cause di sofferenza di alcuni commercianti del centro sono diverse, per esempio il costo alto degli affitti. «Il costo della locazione è un elemento - continua Monetti -. Inoltre, oltre al canone, non dimentichiamo i costi a carico da affrontare. Su questo tema, in passato, con la Regione avevamo messo a punto un bando per trovare una triangolazione efficace fra proprietari, commercianti e amministrazione così da fissare affitti, pure provvisori e per periodi definiti, sostenibili e accettabili».

Un’altra questione riguarda i servizi offerti nell’area della città murata: «Avere parcheggi di prossimità , la possibilità di sosta e d’ingresso, zone di carico e scarico vicine: quest’ultima condizione, secondo l’attività merceologica svolta, non è secondaria».

Confesercenti aveva a suo tempo posto l’accento sulla progressiva riduzione delle attività destinate soprattutto ai comaschi: «Già con la giunta Lucini avevamo lanciato l’allarme - spiega il presidente Claudio Casartelli -, sbilanciare Como completamente verso il turismo è un grande errore di programmazione politica, capace di danneggiare i residenti. Negli anni, con la diminuzione degli stalli, la chiusura di piazza Roma al posteggio e la pedonalizzazione di via Garibaldi, per fare due esempi, si è reso sempre più scomodo raggiungere il centro. Per forza poi i negozi chiudono o si allontanano. Se poi, davvero, si sposteranno gli uffici rimasti, si rischia d’avere un crollo ancora maggiore delle attività destinate ai comaschi».


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