Appalti inceppati a palazzo Cernezzi  «Colpa delle scelte politiche sbagliate»
La sala consiliare: ancora transennata un anno dopo

Appalti inceppati a palazzo Cernezzi

«Colpa delle scelte politiche sbagliate»

La maggioranza nel mirino per i troppi fallimenti nell’affidamento dei lavori. Mantovani: «Scorporati i contratti, una mossa che ha indebolito la macchina amministrativa»

Contratti non rinnovati, appalti bloccati, gare che vanno deserte: è lungo l’elenco delle lamentele per spiegare come mai la macchina amministrativa del Comune di Como continui a registrare colpi a vuoto. Che siano i cimiteri: da due mesi senza appalto per la manutenzione del verde; o le tumulazioni (idem); o gli orologi cittadini, per cui da un anno non si riesce a trovare una ditta addetta alle riparazioni. O la sala consiliare: transennata dallo scorso autunno, i cui lavori avrebbero dovuto riprendere il 27 agosto e invece sono ancora fermi al palo.

Appena due mesi fa l’assessore al personale Elena Negretti aveva proposto di affidare tutti gli appalti comunali alla centrale unica gestita dall’amministrazione provinciale. Una “riforma” che sulla carta avrebbe consentito una maggiore efficienza del sistema, ma che, al passaggio in aula, non ha ottenuto il sostegno nemmeno da parte della maggioranza di centrodestra: Forza Italia ha votato contro. Ieri l’assessore Negretti non ha voluto commentare. Poteva essere la soluzione giusta? «Non ne sono sicura - dice Ada Mantovani, lista Rapinese sindaco - Noi avevamo votato contro per un motivo ben preciso: già ora gli uffici della Provincia sono sottodimensionati, figuriamoci quando avrebbero dovuto gestire anche gli appalti del Comune di Como».

Tutta colpa degli uffici e degli impiegati, allora, contro cui si è scagliato il sindaco Mario Landriscina? Mantovani individua anche negli spostamenti avvenuti a Palazzo Cernezzi una possibile causa di quanto sta avvenendo: «Bisogna pur dire che questa giunta ha indebolito proprio il settore gare e appalti, scorporando la parte relativa ai contratti e affidandola a un altro dirigente. Una mossa dettata da ragioni politiche. Ma è un controsenso che sta creando solo conflitti interni. Ne ho chiesto la ragione all’assessore Negretti, ma non mi ha mai risposto».

Non vuole esprimere giudizi «per il momento» invece Savina Marelli, ex assessore del Pd, che proprio il settore gare e appalti aveva creato quando era nella giunta Lucini, al fine di rendere più celeri le procedure per gli affidamenti dei lavori. «Non ho elementi per poter parlare, vero è che la situazione in questo momento è delicata».

«Penso che le procedure di affidamento dei lavori siano particolarmente complesse e quindi creino problemi a tutte le amministrazioni - dice Vittorio Nessi, Scelta Civica - Certo è che in campagna elettorale era stata promessa l’efficienza della macchina comunale e sino ad ora l’amministrazione non ha raggiunto né i piccoli, né i grandi obbiettivi. Diverso discorso vale per le nomine fiduciarie del sindaco in relazione alle quali, per alcuni ruoli delicati, la scelta non è caduta su figure professionali di alto profilo».

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