Arriva l’acqua dagli invasi alpini, ma meno del previsto: polemica dal Wwf

Siccità Il Lario torna oltre il minimo storico di meno 40, ma il Wwf denuncia che l’acqua fornita dagli invasi alpini è in quantità inferiori a quanto garantito. «Si poteva però fare prima e meglio»

Il lago torna, di poco, sopra al livello di massima allerta, dagli invasi alpini ieri è iniziata ad arrivare acqua e il deflusso - per la prima volta da settimane - è inferiore ( di un paio di metri cubi al secondo) rispetto all’afflusso. Una pezza che ha bloccato la discesa inesorabile delle acque del Lario, ma che, per contro, non risolve il problema dell’agricoltura, in vera crisi.

Già dall’alba l’afflusso in entrata nel lago è tornato sopra quota 100 metri cubi al secondo, invertendo una tendenza negativa che si registrava ormai dalla fine del mese di giugno, e che ha portato lunedì il lago a tornare al di sopra dei -40 centimetri rispetto allo zero idrometrico (ricordiamo che la quota esondazione, ovvero il livello di piazza Cavour, è di più 120 centrimetri). Una soglia, quella dei meno 40, considerata limite anche per la Navigazione. Il merito della (modesta) inversione di tendenza è dell’acqua liberata dagli invasi alpini, come annunciato da Regione, 1,6 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto al solito ogni giorno da questa settimana fino a fine mese. Per ora comunque l’altezza del lago è salita solo di qualche millimetro. La situazione resta critica e l’emergenza secondo il Consorzio dell’Adda è destinata a ripresentarsi tra qualche settimana.

Le promesse non mantenute

«I gestori idroelettrici della Valtellina non hanno rispettato l’accordo annunciato da Regione – denuncia però Gianni Del Pero, presidente regionale del Wwf – nella giornata di lunedì sono affluite al lago acque corrispondenti ad un deflusso complessivo minore rispetto all’impegno preso. E il lago ha raggiunto il minimo concesso, meno 40 centimetri sullo zero idrometrico di Malgrate mentre negli invasi valtellinesi ci sono 190 milioni di metri cubi». Già per sabato e domenica era stato annunciato l’arrivo di un quantitativo extra di acqua dai monti. «Da ieri invece affluiscono circa 150 metri cubi d’acqua al secondo nel lago attraverso l’Adda – spiega ancora Del Pero – per salvare la pianura, le falde e gli acquedotti, sostenere l’agricoltura manifestando solidarietà. Si poteva però fare prima e meglio. Da anni chiediamo un governo integrato delle risorse idriche».

Le previsioni meteo comunque non annunciano pioggia, ma anzi temperature record in particolare dal prossimo fine settimana. Con la siccità, un problema attuale, secondo gli esperti dovremo fare i conti nel corso dei prossimi anni detto che sui monti nevi e ghiacci scarseggiano.

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Intanto l’agricoltura è in crisi

«Gran parte del comprensorio lariano ha un’agricoltura non irrigua molto dipendente dalle precipitazioni – spiega il presidente di Coldiretti Como e Lecco Fortunato Trezzi– mai come questa estate assenti. Il problema è gravissimo. Tutta l’agricoltura è colpita, dal mais che stenta a crescere nei campi e rischia di bruciare, mentre i tagli di fieno risultano dimezzati e c’è scarsità di prodotto sul mercato. Molti produttori devono acquistare esternamente forniture a non avendo disponibilità. Ci sono cali di produzione anche per cereali ed erba medica, ma anche per la produzione di miele, con i raccolti già ridotti del 30%».

«Le temperature fuori media - prosegue il rappresentante lariano di Coldiretti - stanno ormai da settimane mettendo sotto stress anche gli animali in stalla, con la produzione di latte che ormai vede una flessione di oltre il 15%».

I costi dei prodotti agricoli, come noto, stanno salendo. Per i campi e le coltivazioni l’acqua in arrivo dai monti e dal lago è vitale. «Non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli – conclide ancora Trezzi - senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero settore alimentare».

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