Benzina, addio allo sconto
Ma le cifre sono sbagliate

Per gli svizzeri nessuna differenza di prezzo tra il pieno in Svizzera e in Italia: il bonus verrà così cancellato - Peccato che ieri un litro di carburante a Chiasso costasse in media 8 centesimi meno dei prezzi applicati a Como

Automobilisti comaschi beffati: il carburante aumenta, ma viene cancellato perfino il mini sconto benzina. Dopo lunghe attese, costruita una nuova app per smartphone, a fine novembre la Regione ha reintrodotto lo sconto carburante nella fascia di confine (pari a soli due centesimi al litro, soltanto per la benzina, a favore di chi abita non oltre i dieci chilometri dal confine). Il nuovo monitoraggio prezzi tra Italia e Svizzera, però, cancella questa opportunità.

Secondo i rilevamenti fatti dall’ambasciata di Berna le variabili del prezzo del greggio sono instabili e il cambio con il franco non gioca a favore dello sconto benzina. La conseguenza - ancora non ufficiale - è la cancellazione del bonus avviato solo tre mesi fa dopo una pausa durata quasi un anno. L’allarme è stato lanciato da Daniela Maroni , presidente per la ConfCommercio Como della federazione gestori di carburanti.

Il mini sconto benzina appena introdotto è stato un vero flop, intanto perché due centesimi sono pochi per appianare il divario di prezzo e poi perché visto lo scarso vantaggio pochi distributori si sono attrezzati per applicare la misura. Non bastasse l’app su smartphone che ha mandato in pensione la vecchia carta non ha avuto un boom di download. Anzi.

Inoltre il monitoraggio trimestrale sul quale si basa lo sconto benzina non è puntuale e non è nemmeno trasparente. Questa analisi, attesa entro inizio gennaio, è arrivata tardi, alla fine della scorsa settimana. Non solo, secondo i rappresentanti dei benzinai comaschi e varesini la controparte svizzera per calcolare la differenza di prezzo prende in esame poche pompe e non quelle più vicino al confine. In più si aggiunga che questa relazione non viene resa pubblica, non è consultabile.

I nostri rappresentanti politici e le categorie dei distributori di benzina, quando a novembre è stato introdotto il mini sconto benzina, speravano vista l’impennata dei prezzi di poter ampliare il bonus all’inizio del 2022. E invece addio anche ai due miseri centesimi. Adesso la politica regionale ha richiamato l’ambasciata italiana in Svizzera per poter d’ora in poi costruire dei monitoraggi dei prezzi della benzina più puntuali.

Un nuovo eventuale sconto benzina verrà valutato al prossimo monitoraggio, quindi tra marzo e aprile.

Ieri a Chiasso i tre distributori a ridosso della dogana facevano pagare la benzina self 1,83 euro. A Como in città secondo i dati ministeriali la benzina fai da te costava in media 1,915. La differenza, otto centesimi, in teoria giustifica lo sconto benzina che può partire da una soglia minima di cinque centesimi di scarto. Ma il famoso monitoraggio tiene conto di una fascia ampia di territorio. Di sicuro la benzina a Como città costa molto più cara rispetto al resto della provincia, il nostro capoluogo ha i prezzi più alti della Lombardia. Tanto che i benefici dello sconto benzina rischiano di finire in tasca più a chi decide i prezzi del carburante, sebbene i rappresentanti dei petrolieri abbiano sempre negato qualsiasi speculazione.

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