Bidelli, rifiutati i posti a termine
E ad Albate si esce ancora prima

Il contratto prevede il licenziamento in caso di lockdown - Ecco perchè tanti rifiutano di trasferirsi: «In graduatoria tanti del sud»

L’organico Covid doveva essere disponibile già prima dell’inizio delle lezioni, per aiutare le scuole ad affrontare la complicata fase della ripartenza. Ma, dopo due settimane dall’inizio, gli istituti fanno ancora fatica a riempire tutte le caselle, specie quelle relative ai collaboratori scolastici.

Le conseguenze, in quest’anno così particolare, mettono a rischio alcuni servizi. Il caso emblematico è accaduto all’istituto comprensivo Como Albate: la settimana scorsa, in soli due giorni, i plessi si sono trovati con quattro collaboratori scolastici in meno.

Come spiegato dalla preside Lucia Chiara Vitale, la riduzione oraria è stata necessaria per garantire la sorveglianza degli alunni e la pulizia degli ambienti. fosse stato già disponibile l’organico aggiuntivo, come promesso dal Ministero, la scuola sarebbe riuscita con tutta probabilità a destreggiarsi. Ma, al momento, nonostante le centinaia di chiamate e richieste, non si sono trovati i sostituti: l’emergenza ha quindi portato allo scoperto una situazione disfunzionale. Del resto, il contratto per l’organico Covid prevede il licenziamento in caso di lockdown. Visto gli aumenti dei contagi, non è un’ipotesi così peregrina. Quindi, se già si fatica a trovare personale con un contratto garantito fino al 30 giugno, è verosimile mettere in conto una possibile difficoltà nella ricerca.

«C’è anche chi, nonostante abbia fatto scorrere cinquecento posizioni, non ha ancora trovato nessuno – spiega Gerardo Salvo, segretario provinciale della Uil Scuola – poiché le graduatorie attualmente sono formate da tante persone provenienti dal Sud, è difficile spostarsi, prendere casa e se poi magari si resta senza lavoro dopo una settimana perché le scuole chiudono. Non c’è prospettiva». Come ricordato da Rosaria Maietta, segretaria provinciale della Flc Cgil , l’ufficio scolastico regionale ha autorizzato con grande ritardo, in provincia, l’organico potenziato.

«Le scuole in questi giorni, dopo le complicatissime chiamate da graduatorie, stanno provando a chiamare i docenti e i collaboratori scolastici attribuiti come organico Covid. I candidati che rispondono positivamente alle chiamate però sono pochissimi: i contratti verranno interrotti in corso d’anno in caso di chiusura degli istituti per emergenza e non è facile trovare candidati disponibili».

I disservizi, insomma, sono ancora tanti: «I problemi che si sono generati con le graduatorie provinciali per supplenti - conclude Albino Gentile, segretario della Cisl scuola dei Laghi - hanno fatto sì che ad oggi vi siano numerosi posti disponibili che non sono ancora stati coperti. Ad avere maggiori problemi sono gli istituti tecnici e le scuole professionali, che in molti casi stanno lavorando ancora con orario ridotto in attesa di riuscire a coprire tutti i posti necessari».

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