Caloriferi accesi a Como  Ma c’è il sole  e fa ancora caldo
Inizia la stagione delle caldaie: 14 ore al giorno sino al 15 aprile

Caloriferi accesi a Como

Ma c’è il sole

e fa ancora caldo

Da oggi è possibile attivare gli impianti per 14 ore al giorno. Temperature sopra la media: questa settimana si toccheranno i 24 gradi

In città, nelle ore più calde, si passeggia ancora in maglietta. Ma scatta oggi il periodo in cui si ha facoltà di accendere l’impianto di riscaldamento.

La situazione evidenzia, una volta di più, l’anomalia climatica che stiamo attraversando con temperature che questa settimana oscilleranno a Como tra i 12 e i 24 gradi, la massima prevista dai meteorologi per sabato. Ovviamente non è dato sapere quanti comaschi accenderanno la caldaia, il Comune questa mattina valuterà la linea da seguire per i propri uffici e le sedi scolastiche. Il rischio è quello di ritrovarsi con i termosifoni caldi e le finestre aperte.

La legge stabilisce che il calendario dei caloriferi va dal 15 ottobre al 15 aprile (le date possono essere anticipate o posticipate con opportuna ordinanza del sindaco) , è possibile tenere acceso l’impianto per un massimo di 14 ore al giorno. Le limitazioni, oltre che orarie, sono riguardano anche i gradi.

La legge impone infatti un utilizzo non superiore ai 20 gradi centigradi, con soli due gradi di tolleranza per case, scuole e uffici. Non possono andare invece oltre i 18 gradi gli edifici nei quali vengono svolte attività artigianali e industriali.

L’eventuale sforamento dei limiti imposti comporta la trasgressione della legge e l’aumento dei costi di utilizzo.

La conseguenza più grave e ovvia, però, è l’aumento dell’inquinamento, delle polveri sottili in particolare. Queste ultime sono uno tra i maggiori fattori scatenanti dei malanni di stagione. L’escursione termica tra interno ed esterno crea sempre molti disturbi, come accade in estate con l’aria condizionata.

Numerosi sindaci hanno lanciato appelli ai propri cittadini per limitare l’utilizzo del riscaldamento (impedire l’accensione non è loro facoltà). Tra gli altri spicca il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, che ha deciso di rinviare l’accensione degli impianti negli uffici comunali, nelle scuole, nei musei e anche nelle abitazioni di proprietà comunale.

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