Cani in pediatria  «Faranno parte  delle terapie»
Il cane Janet con i bambini. Vicino all’animale, accovacciati Renato Fumagalli (Amici del randagio, il primario Selicorni e Daniele Brunati degli amici di Como. In alto operatori del reparto e benefattore

Cani in pediatria

«Faranno parte

delle terapie»

L’ultimo desiderio di Arianna è stato un cane. Il suo aiuto alla piccola è stato un insegnamento

Così è accaduto, nel giugno scorso, quando la malattia rara che l’ha aggredita stava vincendo e la bimba, 9 anni, ha avuto la consolazione di Janet, dolce, paziente, color miele. Il filo di Arianna è stato raccolto ieri dalla Pediatria del Sant’Anna e da un gruppo di benefattori, per riprendere in ospedale quel progetto di terapia con gli animali interrotto nel 2016.

Così in mattinata si è rivista Janet nel corridoio del reparto accarezzata da due piccolissimi pazienti. L’idea sembra semplice, ma oltre alla spontaneità dei sorrisi c’è una grande complessità ampiamente normata da un decreto ministeriale del 2003.

Gli interventi assistiti con animali riguardano l’aspetto sanitario, immunologico, impattano sull’organizzazione di un sistema, richiedono la preparazione e selezione del binomio cane-accompagnatore, devono superare qualche ritrosia e necessitano di sostegno economico.

Ma ne vale la pena. Ci sono evidenze scientifiche dei benefici per i bimbi ricoverati. «I cani non giudicano, non rifiutano, si donano completamente - ha spiegato Alfredo Caminiti, direttore del Dipartimento Materno Infantile - stimolano il sorriso attraverso il gioco, aiutano i bambini a socializzare anche tra loro. Le tensioni, le ansie diminuiscono, la creatività e l’autostima aumentano».

Negli Stati Uniti, nel 1953, per la prima volta si notò come il contatto con gli animali fosse di beneficio per i bambini autistici e la Pet Terapy è cresciuta in qualcosa di terribilmente serio: «ci sono casi in cui è prescritta con una attività strutturata, è importante per i bambini con disabilità, si è riscontrato un miglioramento anche nei i bambini con paralisi cerebrale e ha una componente ludica relazionale che incide nella qualità di vita in ospedale. Si tratta di un’attività bella per i nostri pazienti, ma con solide basi nella gestione della terapia, - ha ribadito con giustificata soddisfazione Angelo Selicorni, primario di Pediatria - abbiamo in ospedale una scuola stupenda, i volontari Abio e adesso anche la pet terapy. Dovremo rincorrere i bambini per il reparto per poterli visitare. Sono entusiasta».

Chi ha reso sostenibile il Progetto Arianna sono: il Lions Club Plinio Il Giovane e gli Amici di Como. Le volontarie di Abio Como, appena insignita dell’Abbondino d’oro, collaboreranno nell’organizzazione e Bennet Spa ha donato cagnolini pupazzi da regalare ai bambini. Il Club Amici del Randagio mette a disposizione la sua esperienza perché gli animali saranno selezionati per indole e temperamento tra gli ex ospiti del canile, lo stesso dal quale proviene la meticcia Janet. Dal mese di novembre ci sarà lei in reparto.


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