Ciakkare, vincono Volta e Casnati

Gli Oscar degli studenti comaschi: il corto più votato è degli alunni del classico, ma il Centro studi conquista tutti gli altri premi del pubblico. In attesa di poter svolgere la cerimonia ufficiale all’Uci Cinemas con proiezione dei video sul grande schermo

Se “Ciakkare” era partito, nel 2008, per promuovere un utilizzo intelligente delle nuove tecnologie nella scuola, nessuno potrà dire oggi che non fosse la direzione giusta. Allora, invece, qualche dirigente scolastico (una sparuta minoranza per la verità) lasciò noi e il concorso fuori dalla porta, sostenendo che lui i cellulari li combatteva e noi invece ne incentivavamo l’uso. Non era proprio così, naturalmente: avevamo piuttosto colto l’invito del provveditore agli studi del tempo, il compianto Benedetto Scaglione, a immaginare un progetto che invece di demonizzare i nuovi “videofonini”, come aveva fatto il ministro Fioroni dopo un clamoroso caso di videobullismo a Torino, valorizzasse ciò che gli studenti curiosi e creativi avrebbero potuto fare con quello strumento destinato a incidere sulla vita di tutti noi, piacesse o meno al titolare della Pubblica istruzione.

Tra digitale e reale

Tante cose, da allora, sono cambiate: “Ciakkare” ha seguito l’evoluzione tecnologica e oggi si può partecipare al concorso con video realizzati con qualsiasi strumento; la tecnologia quest’anno, complice il virus venuto dalla Cina, è entrata nelle aule scolastiche fino a sostituirle. Ma non si può sostituire davvero la presenza, il contatto, l’emozione condivisa nella stessa stanza, guardandosi negli occhio o, magari, guardando insieme lo stesso film sul grande schermo di un cinema. Questo per dire che ci dispiace davvero tanto di non poter effettuare oggi la prevista cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione di “Ciakkare” all’Uci Cinemas di Montano Lucino. E non vogliamo rinunciare del tutto all’idea di ritrovarci a premiare e vedere insieme, sul megaschermo che consacra i registi, i video in gara. L’appuntamento è solo rimandato e speriamo di poterlo recuperare prima della fine dell’anno scolastico.

Intanto, però, è giusto cominciare a riconoscere l’impegno e la bravura delle giovani troupe che hanno partecipato al concorso, comunicando qui i vincitori dei premi del pubblico, ovvero quelli assegnati in base al numero di voti ricevuti dai video sul sito del nostro giornale. Quelli della critica, invece, speriamo di poterli annunciare nei prossimi mesi in sala, con la lettura delle motivazioni e tutto ciò che prevede il cerimoniale.

Quest’anno i partecipanti non hanno raggiunto le svariate decine, o addirittura superato il centinaio, come era successo più volte in passato. Sono, infatti, venuti meno i video prodotti da classi intere che poi li montavano a scuola, in particolare in istituti come la l’Iis “Da Vinci-Ripamonti” che ha un indirizzo specifico per operatori audiovisivi. Ma i 17 cortometraggi in gara sono particolarmente interessanti e preziosi, proprio perché realizzati da ragazzi che hanno tenuto a non rinunciare al progetto e a completarli nonostante i mille ostacoli posti dai lunghissimi periodi di sospensione della didattica in presenza.

Tra i due temi proposti quest’anno - “C’è un mondo oltre l’asfalto” e “Misteri del lago di Como” - il primo aveva leggermente prevalso a livello di numero di video in gara: 9 contro 8. Ma, in quanto ad appeal sul pubblico, i misteri lariani sono risultati decisamente più attrattivi. Se la sezione “C’è un mondo oltre l’asfalto” ha raccolto 122 voti complessivi, quella a tinte noir ne ha incamerati ben 855.

I duellanti

Un interessante testa a testa ha coinvolto in particolare i primi due classificati della seconda sezione, peraltro ispirati ad altrettanti misfatti lontani tra loro nel tempo e per ambiente sociale: il “Delitto dell’ermellino” compiuto nella notte tra il 15 e il 16 settembre 1948 dalla contessa Pia Bellentani ai danni dell’amante imprenditore Carlo Sacchi nei lussuosi spazi di Villa d’Este; l’omicidio del falegname Alfredo Sandrini, freddato dal pescatore Franco Cerfoglio mentre la sera del 3 gennaio 2014 pedalava verso casa sulla ciclabile tra Gera Lario e Sorico. Alla fine ha prevalso il video che si intitola proprio “Il delitto dell’ermellino”, girato da un gruppo di studenti del liceo classico “Volta” guidato da Edoardo Casartelli, totalizzando 379 voti. Ne ha invece collezionati 286 la troupe del Centro studi Casnati, diretta da Sara Longoni, per il video “Senza nessuno che ti senta”. Al terzo posto un altro “corto” del Casnati, “L’amuleto comasco” (85 preferenze), anche questo frutto di un lavoro d’equipe per la regia di Giorgia Colombo.

Il “Casnati” ha letteralmente dominato la sezione green, conquistando tutti i gradini del podio: al terzo posto, con 18 voti, “Niente più Gea” diretto da Alisea Jaime; al secondo (22 preferenze) “Il tuo occhio vede ciò che è reale” di Irene Valli; primo posto con 54 voti per “No Idea” per la regia di Davide Santillo. Interessanti anche i video girati dagli studenti del “Fermi” di Cantù, del “Da Vinci-Ripamonti” e del “Caio Plinio”. Chi se li fosse persi, li può vedere ancora tutti sul sito de “La Provincia” - promotrice del concorso con Slogan sintesi creativa, il supporto del Comune di Como e la collaborazione di tanti partner - cliccando sul banner “Ciakkare” in homepage. Meritano davvero.

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