Ciliegi, nuovi sviluppi. La Soprintendenza li salva: «Resteranno lì»

Via XX Settembre Con un documento inviato al Comune autorizzata la rimozione solo degli alberi malati. Saranno sostituiti da nuovi della stessa varietà

Como

Con un colpo di scena dalla forma di un documento inviato a Palazzo Cernezzi poche ore prima della discussione davanti al Tar sul destino dei 45 ciliegi di via XX Settembre, la Soprintendenza ha riconosciuto «la valenza identitaria degli esemplari di “Prunus serrulata”, piantanti per la prima volta nel 1947, quale simbolo di pacificazione e rinascita e al tempo stesso di riscatto dagli orrori della guerra, e la profonda affezione, via via cresciuta negli anni, dei cittadini per quello che a tutti gli effetti deve intendersi come un bene della comunità di eredità culturale».

L’Ente di tutela del paesaggio ha quindi accolto le richieste del comitato portate avanti dalla portavoce Giorgia Merlini sostenuta dalla vice presidente di Nova Como Teresa Minniti, dal consigliere regionale di FI Sergio Gaddi e, a sua volta, dall’assessore regionale a Territorio e sistemi Verdi Gianluca Comazzi e ha di fatto stabilito che i ciliegi rimarranno al loro posto e che il Comune dovrà limitarsi a sostituire quelli mancanti o irrimediabilmente danneggiati con alberi della stessa specie.

La soprintendente Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio con la sua nota firmata mercoledì e resa pubblica ieri ha di fatto «annullato e sostituito» l’autorizzazione rilasciata dallo stesso Ente lo scorso 29 novembre (su richiesta del Comune, presentata però solo dopo che erano già iniziate le proteste) «limitatamente agli interventi previsti su via XX settembre».

Parziale rettifica

Formalmente si tratta quindi di una «integrazione e parziale rettifica» poiché il documento di novembre includeva anche via Moro, via Magni e piazza Matteotti.

Nel merito la Soprintendenza richiama l’azione del Comitato, la documentazione tecnica inviata oltre a quella storica, ma anche la richiesta arrivata dalla stessa Regione che chiedeva «la possibilità di rivalutare la posizione relativa al parere rilasciato» e al Comune la disponibilità a un confronto. Disponibilità mai arrivata dal sindaco Alessandro Rapinese che, anche dopo il primo stop ai tagli di gennaio, ha disertato i due tavoli tecnici convocati a Milano.

Bentivoglio-Ravasio ha di fatto salvato i ciliegi. Nel documento autorizza «la rimozione dei soli esemplari di ciliegio effettivamente irrecuperabili dal punto di vista vegetazionale e la messa a dimora di nuovi della medesima varietà. I restanti dovranno essere conservati e curati in maniera tale da essere recuperati alla migliore condizione». Inoltre impone al Comune, prima di eseguire i lavori, di presentare «per la formale approvazione da parte di quest’ufficio, documentazione progettuale aggiornata che recepisca le indicazioni impartite».

Esulta la presidente del comitato Giorgia Merlini: «Siamo molto soddisfatti che la Soprintendenza abbia dimostrato grande sensibilità. Ha accolto la richiesta dei cittadini riconoscendo l’importanza identitaria di via XX Settembre, che da oggi è tutelata anche dallo Stato».

Valore culturale

Gaddi commenta dicendo: «Viene stabilito che il valore culturale di un luogo è anche simbolico e immateriale». L’assessore Comazzi precisa: «È una presa di posizione chiara e autorevole che mette ordine in maniera definitiva. Viene affermato un principio semplice ma fondamentale: la tutela del verde non si fa con decisioni ideologiche o approssimative ma con valutazioni tecniche serie. Spiace constatare come il sindaco Rapinese abbia voluto condurre l’amministrazione verso una sconfitta annunciata». E chiude: «Non si comprendono i motivi di una tale ostinazione, quando sarebbe stato sufficiente aprirsi a un confronto sereno e costruttivo. Regione Lombardia, infatti, ha invitato in due occasioni il Comune a partecipare ai tavoli tecnici di confronto, inviti che ha sempre scelto di disertare».

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