Como, asilo Sant’Elia  Dal Comune solo “non risposte”
Le grandi vetrate dell’asilo di via Alciato: senza tende la temperatura interna arriva a 30 gradi

Como, asilo Sant’Elia

Dal Comune solo “non risposte”

Maxi tende fuori uso e cartoni alle finestre. In aula l’assessore non indica una data per i lavori. «Senza l’ok al bilancio non potevamo intervenire»

L’asilo con temperature da tropici a causa della mancanza delle tende è stato protagonista del consiglio comunale, ma dall’amministrazione non sono arrivate risposte sui tempi di intervento. Schermaglie e polemiche su segnalazioni che si trascinano da mesi senza aver sortito alcun effetto e qualche tentativo di giustificazione da parte della giunta.

Il problema è noto: l’asilo Sant’Elia, progettato da Giuseppe Terragni, aspetta da tempo la riparazione delle tende esterne come pure la sistemazione del contatore, perennemente aperto e accessibile a tutti al punto che si sono verificati diversi raid vandalici. Le docenti dell’asilo di via Alciato hanno più volte segnalato il malfunzionamento dei tendaggi che proteggono le grandi vetrate dal sole cocente e hanno perfino scattato e inoltrato le fotografie del termometro con la colonnina di mercurio ferma ai trenta gradi. Attilio Terragni, pronipote del famoso architetto che ha disegnato l’edificio, ha pubblicamente perorato la causa invitando anche a mandare mail di protesta a Palazzo Cernezzi. A sollevare il caso in consiglio Patrizia Maesani (gruppo misto) che ha portato avanti le segnalazioni dello stesso Terragni: «A fronte delle mancate risposte già dalla fine dell’anno scorso le segnalazioni si sono ripetute, l’assessore Vincenzo Bella ha riferito che ci sono dei problemi con la Soprintendenza. Il sindaco Mario Landriscina, che è medico, tuteli la salute dei piccoli dal torpore comunale».

Durissima, in aula, la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici: «Smentisco le dichiarazioni a mezzo stampa di Terragni – si è difeso – Non c’è disinteresse verso beni di grande valore ed ancor più verso gli alunni. Non bastano 15mila euro, serve intervenire con delle manutenzioni straordinarie che pendono su quella scuola da almeno otto anni». E ancora: «Il bilancio è appena stato approvato, le risorse non potevano essere spese prima. Interverremo per sostituire le tende il prima possibile, sulle scuole le urgenze sono tante». È poi andato in scena un battibecco tra la consigliera e l’assessore della giunta che ha chiuso dicendo: «Non mi dia del bugiardo».

Andando a leggere lo stato di conservazione dell’edificio costruito nel 1937, pubblicato nel 2017 dal ministero dell’Istruzione, si scopre che i serramenti esterni dell’asilo Sant’Elia «necessitano di una manutenzione completa» mentre l’impianto di riscaldamento «necessita di una sostituzione o del rifacimento completo». Nella scheda pubblicata dal ministero vengono elencati i guai della scuola: le scale hanno bisogno di un intervento parziale così come le coperture, gli intonaci e i rivestimenti interni ed esterni, i controsoffitti, l’impianto elettrico (compreso quello di emergenza e quello della cucina), l’impianto idrico e quello igienico sanitario.


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