Como boccia Renzi  E per il dopo Lucini  sinistra spiazzata
Un comasco al seggio:in città ha votato il 70% degli aventi diritto (Foto by foto Pozzoni)

Como boccia Renzi

E per il dopo Lucini

sinistra spiazzata

Referendum: gli effetti sulle amministrative del 2017

Centrodestra galvanizzato, il Pd conferma le primarie

«Una mazzata». È l’espressione usata dal segretario cittadino del Pd Stefano Fanetti per riassumere il verdetto referendario, che nel capoluogo ha visto il sì soccombere con il 47,8%, al di sotto del 40,9 nazionale. Ma per il centrosinistra comasco dietro l’angolo c’è la sfida della prossima primavera per la poltrona di sindaco. Lo stesso segretario Pd lo scrive in una lettera inviata agli iscritti e nella quale evidenzia che il dato in città è il punto «da cui partire per coinvolgere nel nostro partito persone nuove, con idee nuove, al fine di costruire un discorso di respiro» e per evitare contrasti interni si dice «disponibile a fare passi indietro o di lato per il bene della comunità».

Ripartire, ma da dove? Fanetti spiega innanzitutto che «in centro città ha prevalso il sì, mentre in periferia il no e questo denota che non siamo riusciti a parlare con sufficienza con le periferie». Ma per la scelta di chi dovrà correre per il dopo Lucini (che ha da tempo escluso un secondo mandato) non ha dubbi: «Le primarie si fanno, non vedo altre strade» e indica nella prossima settimana l’appuntamento per decidere tempi e modi per l’individuazione di un candidato, anche alla luce dei passi indietro degli assessori Daniela Gerosa e Lorenzo Spallino, entrambi non disponibili a correre».

E se una vittoria del sì, almeno in città, avrebbe galvanizzato i democratici, l’ombra del voto di primavera si fa più pesante. Il tempo passa e la rosa dei nomi per il dopo Lucini anziché ampliarsi si assottiglia giorno dopo giorno. L

E il centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) punta a portare sulla poltrona più alta di Palazzo Cernezzi Mario Landriscina, medico responsabile del 118 che non ha però ancora sciolto la riserva. Nell’ultimo mese le elezioni amministrative sono state accantonate per la campagna elettorale per il referendum, ma già da oggi sull’agenda delle segreterie locali il voto a Como, Cantù ed Erba è tornato al primo posto. Il coordinatore provinciale di Forza Italia Alessandro Fermi dice che «si potrà vincere presentando un programma e una squadra credibile e capace» .

All’incasso tra sei mesi potrebbe spuntarla alla fine Alessandro Rapinese, reduce da due mandati come consigliere di opposizione. «Per me è diventata una vera ossessione oltre che una passione: voglio diventare sindaco per liberare Como da quei barboni che l’hanno mal governata in tutti questi anni - dice Rapinese, che da tempo ha già annunciato la sua candidatura a sindaco nel 2017 (aveva corso anche cinque anni fa) - Io in concorrenza con i 5Stelle? Posso dire che da ventidue anni combatto il regime dei partiti che mi ha sempre disgustato, di questa città conosco ogni problema e gran parte degli abitanti. A cento giorni dal voto amministrativo non c’è traccia di un candidato sindaco 5Stelle».

La corsa a Palazzo Cernezzi è aperta e i possibili scenari sono in continua evoluzione.


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