Como: caos mascherine  Il governo fissa il prezzo  le farmacie vanno in tilt
Caos nelle farmacie dopo l’annuncio del governo sul prezzo calmierato per le mascherine

Como: caos mascherine

Il governo fissa il prezzo

le farmacie vanno in tilt

La denuncia di Federfarma e dell’Ordine: «Alcune già acquistate, la legge impedisce di vendere sottocosto senza permessi». Poi i chiarimenti da Roma

Mascherine in vendita a 50 centesimi ovunque per tutti. Ieri mattina, come conseguenza dell’annuncio del governo di imporre un prezzo fisso alla vendita di mascherine, le farmacie della città e della provincia sono inizialmente andate nel caos. Hanno in sostanza atteso mezza giornata.

Infatti la scelta del governo era già agli atti, ma fino a metà pomeriggio mancava un accordo sui pezzi già acquistati nei giorni precedenti a prezzi ben più elevati. Quindi la protezione civile ha sancito un’intesa. «L’attuazione dei decreti si scontra sempre con la realtà – commentava a metà mattina Giuseppe De Filippis, il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Como – Molte farmacie hanno comprato mascherine non a 50 centesimi, ma a 1,20 euro in media più iva. La domanda alle stelle ha fatto lievitare i prezzi. Non possiamo perderci. Dunque oggi aspettiamo, prima di vendere, delle linee guida, un accordo con i produttori e i fornitori».

Ancora ieri mattina i Nas e la Finanza hanno fatto visita alle farmacie comasche per controllare listini e prezzi, un fatto già accaduto nelle scorse settimane a fronte di segnalazioni su costi gonfiati. All’Ordine dei farmacisti come a FederFarma comunque non risultano multe o sanzioni. «La vendita sottocosto delle mascherine oltre che alle perdite ci esporrebbe anche a dei rischi burocratici – così Attilio Marcantonio, presidente di FederFarma Como –, non si può vendere a prezzi stracciati senza autorizzazioni e dichiarazioni. Dall’inizio dell’epidemia ci siamo sempre battuti per vendere le mascherine a prezzi accettabili, giusti. Ora però le nostre farmacie hanno acquistato non certo a cinquanta centesimi al pezzo e i conti non tornano». I conti sono tornati nel corso della giornata di ieri. «Tutte le farmacie e le parafarmacie italiane saranno messe in condizione dal commissario governativo per l’emergenza Domenico Arcuri di vendere a tutti i cittadini le mascherine chirurgiche al prezzo massimo di cinquanta centesimi al netto dell’Iva, che è stato fissato con una sua ordinanza. Questo avverrà senza alcun danno economico per i farmacisti italiani».

Questo è quanto si legge in una nota su un accordo raggiunto dallo stesso Arcuri con le principali sigle che raccolgono le farmacie, Fofi, Federfarma e Assofarm. «Alle farmacie – si legge ancora - che negli ultimi giorni hanno acquistato dispositivi di protezione ad un prezzo superiore ai 50 centesimi verrà garantito un ristoro ed assicurate forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta». Perplessità dei farmacisti anche su un passaggio del nuovo decreto. Quando si spiega che per le mascherine possono essere usate anche quelle «di comunità, ovvero mascherine monouso, lavabili, anche autoprodotte».


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