«Como, città magnifica E porta bene al Napoli»  Il video del festival del cinema
Como l'attore Marco D'Amore ospite al giornale La Provinca (Foto by Carlo Pozzoni)

«Como, città magnifica
E porta bene al Napoli»

Il video del festival del cinema

La popolarità di Ciro tiene Marco lontano dal suo amatissimo San Paolo, ma niente può allontanare il cuore D’Amore dal suo Napoli.

Il protagonista di “Gomorra”, l’attore di tanto buon cinema italiano con quasi vent’anni di palcoscenico alle spalle, Marco D’Amore, ha visitato la redazione de La Provincia, ieri pomeriggio, per assistere al match tra i suoi azzurri e un Empoli uscito sconfitto da un inequivocabile 5 a 1. E ogni gol è stato salutato dall’esultanza dell’ex ragazzo della Curva B.

«Ora posso dirlo: La Provincia porta fortuna! Sono un po’ scalmanato, vivo la partita con molto entusiasmo. Inevitabilmente allo stadio ci sono tante persone che mi vogliono salutare, vogliono scattarsi una foto, l’autografo... Io sono sempre disponibile, ma per me la partita è un momento sacro e allora preferisco vederla a casa».

Con tutti i riti del caso?

Certo. Un minuto prima telefono a mio fratello che vive a Firenze e anche lui la guarda a distanza, poi ci risentiamo nella pausa e dopo. A casa mia cerco di creare un gruppo di amici per tifare. Lo stadio mi manca, ma l’importante è seguire sempre la squadra.

Anche i tifosi vorranno sapere di “Gomorra - La serie”: c’è un’attesa spasmodica per la seconda stagione.

Andrà in onda a fine aprile, o, forse, ai primi di maggio e, naturalmente, non posso anticipare niente di più di quello che è già stato detto dalla produzione. Ci sono delle location all’estero, in Germania, in Sud America, ma anche a Trieste, nel Lazio. Poi ci sono tanti nuovi personaggi, due attrici straordinarie che sono già state presentate ai media che sono Cristina Donadio e Cristiana Dell’Anna. C’è un racconto che si fa molto più intimo. La prima stagione è stata piena di azione, quasi un “war movie”, la seconda, pur non rinunciando a questa matrice, scava molto di più nell’intimo dei protagonisti e lo spettatore ha la percezione molto di più di quali siano i meccanismi che scattano nella testa di queste persone che poi compiono gesti efferati.

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