Como, è allarme eroina
Così è tornata la droga del buco

C’è chi se la inietta e chi sceglie di fumarla - Nei numeri forniti dal Sert, un ritorno che preoccupa. Tra i pazienti seguiti per tossicodipendenza, la sostanza d’uso primaria è nel 63.8% dei casi l’eroina

«Ieri ero solo, oggi solo “ero”». Si pensava fosse scomparsa, con i suoi lacci emostatici, le siringhe lasciate nei parchi e i corpi senza vita ritrovati riversi sulle panchine, dopo l’ultimo “buco” fatale. Ma l’eroina, la “vecchia signora delle droghe”, non se n’è mai andata, con il suo immaginario e i riti diretti ed essenziali, finiti solo per un momento sotto il tappeto. L’eroina, nel 2017, torna a rappresentare una realtà concreta, radicata in tutte le fasce sociali, a portata di tasche e in crescita, così in Italia e anche sul nostro territorio. Non solo: il trend indica un pericolo aumento nella fascia under 25.

Se per quanto riguarda il consumo assoluto di sostanze stupefacenti (cioè tenendo conto anche del consumo saltuario), l’eroina si posiziona al terzo posto dopo cannabis e cocaina, il discorso cambia per lo sviluppo delle dipendenze. Infatti, secondo i dati elaborati dai tre Sert dell’Asst Lariana (Como, Appiano Gentile, Mariano Comense) sull’attività 2016, fra le persone seguite per tossicodipendenza, la sostanza d’uso primaria, con il 63.8%, è ancora l’eroina, seguita da cocaina (26,3%, trend in salita; 21,4% nel 2014) e dalla cannabis (8,7% con trend in diminuzione).

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