Como e le monete d’oro, il sindaco: «Tesoro della città, deve restare qui»
La pentola con all’interno le monete romane scoperta all’ex Cressoni in via Diaz

Como e le monete d’oro, il sindaco: «Tesoro della città, deve restare qui»

Prezioso per il turismo: «Diventerà punto di attrazione»

«Speriamo di trovarne altri». Scherza ma non troppo il sindaco Mario Landriscina dopo il ritrovamento del tesoro di ben 300 monete d’oro risalenti al V secolo all’ex Teatro Cressoni di via Diaz definito dagli esperti «scoperta eccezionale».

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello ora di fare in modo che le monete restino a Como, diventando il fulcro dei musei cittadini. «Questa scoperta - commenta il sindaco - conferma che la città ha in sè tanti tesori nascosti. In questo caso parliamo di uno molto concreto, un patrimonio che cercheremo di gestire al meglio». Dice che il Comune «si muoverà affinché il ritrovamento resti in città» e ammette che «sarebbe folle pensare diversamente».

Lo stesso direttore della Soprintendenza ai beni culturali Luca Rinaldi ha detto, parlando del futuro delle monete d’oro: «Dopo che saranno studiate, valutate e restaurate si deciderà il da farsi. Ma la cosa più logica è, ovviamente, che tornino a Como nel museo civico». Ha anche parlato di valore inestimabile dal punto di vista archeologico poiché un numero tale di monete d’oro di epoca romana non si è mai ritrovato. Nell’area settentrionale si è fortunati se se ne rinvengono una o due».

E dalle monete d’oro dovrebbe partire, secondo il primo cittadino, il rilancio dei musei. «Abbiamo un complesso - spiega - che cercheremo di rilanciare e questo pezzo richiederebbe, in tutti i sensi, una cura particolare per il valore storico, numismatico ed economico. Ma siamo pronti ad accoglierlo, si tratterà solo di avere una previsione temporale in modo da allestire tutto il necessario. Io auspico che rimanga alla città dove è stato ritrovato, alla sua collettività». Il ritrovamento appartiene allo Stato, come tutti i beni archeologici, ma la linea sembra essere quella di lasciarlo nella città dove è stato custodito per anni nel sottosuolo. «Un tesoro del genere - conclude Landriscina - è fortemente attrattivo e sarà anche uno stimolo per sviluppare le ricerche storiche».

Ieri è intervenuta anche l’assessore a Cultura e Turismo Simona Rossotti: «Questo ritrovamento straordinario - le sue parole - rinforza il percorso romano. Il rilancio e il potenziamento dei percorsi delle diverse epoche storiche è proprio uno degli obiettivi che ci siamo posti. Vogliamo tradurre la storia in racconto». E definisce «fatto importantissimo» la scoperta in via Diaz. Conclude dicendo che potrà diventare «un punto di attrazione molto importante e le monete andranno collocate al museo, una volta chiarite esattamente le origini del ritrovamento» e che «attraverso i tesori e le scoperte potremo ricostruire i modi di vita antichi: storia e cultura che si raccontano e diventano protagonisti».

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