Como, multe via Pec  Vogliono farci pagare le spese
Un vigile impegnato a verbalizzare un divieto di sosta

Como, multe via Pec

Vogliono farci pagare le spese

La polizia locale non intende lavorarle in proprio. Cancellati 11 euro di spedizione, ma non i tre delle visure. Secondo l’Associazione comasca degli tenti della strada si tratta di un’interpretazione illegittima del decreto

Como

Avrebbe dovuto entrare in vigore il 1° febbraio, ma finora il decreto del Ministero dell’interno per la “Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada tramite posta elettronica certificata” (Pec), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio, non ha prodotto alcun effetto.

Non a Como, per lo meno, dove il comando di polizia locale deve ancora adeguarsi alla nuova normativa ed ha sospeso l’invio delle multe che ricadono nei casi previsti dal decreto, vale a dire quelli per cui, in presenza di una casella di Pec intestata all’automobilista multato, la notifica deve avvenire unicamente attraverso questo strumento.

Il Comune di Como, che le aveva adeguate lo scorso anno con una delibera adottata della giunta Lucini, ha stabilito in 15 euro il costo complessivo a carico dei cittadini, distinguendo tra spese di notifica vera e propria (quelle per l’invio via posta e la consegna del plico, che variano da 11,80 euro a 12,75, a seconda che sia avvenuta la notifica o il deposito dell'atto), e quelle di “procedura”, che sono dunque i 2,25 euro (o 3,20 euro), che mancano ai 15 euro del totale.

Ebbene, è proprio questa parte che secondo l’interpretazione data dal Comune di Como si continuerà a pagare in aggiunta alla sanzione, anche in caso di notifica attraverso la Pec. «Ma la legge non lo consente» taglia corto l’avvocato Mario Lavatelli, presidente della comasca Acus, l’Associazione civica degli utenti della strada. «Il decreto parla chiaro, non dovranno esservi spese a carico degli automobilisti».

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