Como: più importanti  i cani dei bambini? «No, non è così»
Il canile della Valbasca dopo l’incendio che l’8 agosto ha gravemente danneggiato un capannone

Como: più importanti

i cani dei bambini? «No, non è così»

Il vicesindaco Locatelli: «Sono tanti i comaschi impegnati nel volontariato e nell’accoglienza di minori». Lo psichiatra Cetti: «Gli animali ci aiutano a stare bene»

«La tragedia di via Per San Fermo ci ha colpiti tutti e ha sensibilizzato i comaschi a donare in mille modi, non necessariamente solo alla Fondazione Scalabrini. Sono innumerevoli le associazioni e le onlus che si occupano delle persone, così come sono migliaia i comaschi che offrono il proprio tempo e le proprie competenze a favore degli altri. E sono centinaia le famiglie che accolgono in affido minori in difficoltà. Sono dati che non si possono contabilizzare facilmente, ma che dimostrano che i comaschi non sono affatto insensibili ai propri simili»: Alessandra Locatelli, vicesindaco e assessore ai Servizi sociali, interviene nel dibattito acceso dal direttore de La Provincia Diego Minonzio, sulle differenze che emergono nelle donazioni a favore di animali e di bambini.

Da un lato centomila euro, sbucati come dal nulla in un baleno, a favore del canile della Valbasca distrutto dieci giorni fa da un incendio, una notizia che non ha varcato i confini della nostra provincia (e che interessa da vicino giusto Como e i paesi della cintura).

E dall’altro la fatica della Fondazione Scalabrini, all’interno della quale operano altre associazioni impegnate nel sociale, che dopo la morte orribile dei quattro fratellini Siff, Sophia, Soraya e Saphiria dieci mesi fa nell’appartamento di via Per San Fermo (notizia che ha avuto rilevanza nazionale) ha raccolto solo quarantamila euro.

Eppure l’obiettivo è nobile: «Acquistare un appartamento a Como, da destinare per sempre a famiglie con bambini, colpite dalla perdita del lavoro o della casa. Sarà un rifugio temporaneo, per superare i momenti duri, e ritrovare la forza per continuare a camminare, nella vita, da soli».

«Io credo che non sia tanto vero che per molti di noi siano più importanti gli animali delle persone. Il discorso è un po’ più complesso, perché l’amore per gli animali non esclude affatto quello per le persone»: il dottor Claudio Cetti, primario emerito di Psichiatria all’ospedale Sant’Anna, non vuole trarre conclusioni di ordine morale.

Né vede in questa preferenza accordata ai cani il sintomo di una qualsiasi patologia mentale: «Ma scherziamo? L’amore per gli animali è un amore totalmente disinteressato, possiamo dire che è la più pura tra le forme di altruismo».

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