Como, spaccio ai giardini - Arrestati due migranti assoldati come pusher

Blitz dei poliziotti della squadra volante. Droga nascosta tra le pietre della fontana

Como

Se tre indizi fanno una prova, allora non ci sono più dubbi: esiste un giro criminale che avvicina i giovani richiedenti asilo ospiti nelle varie strutture comasche - chi negli alloggi delle cooperative, chi nel centro di via Regina - e li avvia allo spaccio di droga leggera.

Gli agenti della squadra volante della Questura hanno portato alla luce, giovedì pomeriggio, il terzo caso di spaccio di marijuana nell’area tra i giardini a lago e i giardini dell’ex zoo e arrestato due giovanissimi ragazzi del Gambia, che sono in attesa del via libera per la richiesta di asilo.

L’intervento della polizia è scattato dopo che un passante ha notato un via vai sospetto nella zona a ridosso di via Corridoni, dove si trova la vecchia locomotiva e ha chiamato il 112. Due volanti della Questura sono intervenute contemporaneamente: una dal lato dello stadio, la seconda arrivando direttamente sul luogo della richiesta di intervento.

All’arrivo dei poliziotti due ragazzi si sono staccati dal gruppo presente attorno alla locomotiva e si sono avvicinati verso la struttura in pietra che ospitava, un tempo, la fontana a ridosso del parco giochi dei giardini a lago nascondendo qualcosa tra le pietre stesse. Un’operazione che non è passata inosservata agli agenti che si trovavano a ridosso dello stadio. E infatti nella parete dell’ex fontana i poliziotti hanno trovato diversi involucri di marijuana per un peso complessivo di 27 grammi. I due ragazzi notati a nascondere la droga sono stati portati in Questura, dove hanno dichiarato di non avere ancora 18 anni. I successivi accertamenti clinici in ospedale, hanno invece riscontrato un’età superiore: almeno 19 anni.

In cella sono così finiti un ospite nel centro d’accoglienza Santa Croce di via Grossi (e già segnalato almeno tre volte negli ultimi mesi per rapina, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale) e un connazionale del Gambia.

Comparsi ieri mattina in aula per il processo per direttissima, attraverso l’avvocato d’ufficio i due ragazzi hanno chiesto i termini a difesa. Entrambi sono tornati liberi, uno con l’obbligo di firma quotidiana in Questura.

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