Como, Villa Feloy ridotta in macerie  Sorgerà un edificio a 4 piani
Un cumulo di macerie dove sorgeva Villa Feloy, in via Petrarca (Foto by Butti)

Como, Villa Feloy ridotta in macerie

Sorgerà un edificio a 4 piani

Via Petrarca: ruspe in azione nello storico edificio abbandonato da anni. Il primo progetto risale a dieci anni fa. Alloggi e trenta posti auto interrati

Como

Quel cumulo di macerie, al di là del muro di cinta che corre lungo la parte finale di via Petrarca, è tutto ciò che resta di Villa Feloy, la storica dimora abbandonata ormai da anni e sulla quale esiste un progetto di recupero fin dal lontanissimo 2008. Le ruspe sono entrate in azione nei giorni scorsi e ieri l’abbattimento della villa è terminato.

Il progetto definitivo è stato presentato lo scorso mese di settembre dall’amministrazione comunale. Al posto dell’edificio storico, risalente agli inizi del Novecento - diventato spesso, negli ultimi anni, un rifugio e un bivacco di fortuna per persone senza dimora - sorgerà un edificio di quattro piani destinato a ospitare 13 appartamenti e con un’autorimessa interrata con trenta posti auto.

Il palazzo che sorgerà al posto della villa avrà un’altezza di poco inferiore ai tredici metri e un volume complessivo di poco superiore ai 6mila metri cubi, contro i 4.497 occupati dall’edificio abbattuto. Un aumento di cubatura consentito dalla norma, considerata anche la situazione della zona circostante.

Nessun abbattimento, invece, per la vecchia portineria, che si trova a ridosso del passaggio a livello della stazione di Como Borghi. L’edificio, in questo caso, sarà ristrutturato e rimesso a nuovo.

Il progetto (la variante al piano attuativo è stata curata come progettista dall’architetto comasco Stefano Seneca ) prevede anche la manutenzione dell’attuale patrimonio arboreo del parco che ospitava villa Feloy.

La querelle con il Comune

Il sì all’abbattimento della dimora del Novecento è arrivato dopo anni e una lunga e tormentata querelle tra la proprietà e il Comune di Como. Fino a quando il Tar ha dato ragione ai proprietari e la stessa Soprintendenza ha detto che la villa poteva essere abbattuta. Da qui l’ok prima della giunta di Mario Lucini, poi dall’assessore Marco Butti che aveva presentato il progetto, lo scorso settembre, in Commissione urbanistica.


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