Coprifuoco alle 22  «Finiremo in balìa  dei ricorsi legali»
La piazza della funicolare durante una serata estiva piena di gente

Coprifuoco alle 22

«Finiremo in balìa

dei ricorsi legali»

Confcommercio contro il Comune. «Su piazza De Gasperi sbagliato imporre la chiusura»

Via i tavolini dei locali dalle dieci di sera? Così si ammazza il turismo. Tanto più in un periodo storico favorevole per le presenze, in particolare dall’estero, e che vede un boom di assunzioni di cuochi e camerieri. Si alza la voce di Confcommercio, e in particolare della Federazione italiana pubblici esercizi. Che chiede di trovare un punto di incontro nella vicenda di piazza De Gasperi, diventata simbolica dell’approccio della città alla sua vocazione turistica.

La diatriba è scaturita dalle indicazioni del municipio, dopo le rilevazioni fotometriche sui decibel serali disposte dal Tribunale a tutela di una famiglia nella piazza davanti alla funicolare che aveva fatto causa. Il Comune ha già intimato ai titolari degli esercizi pubblici: bisogna ritirare i tavolini due ore prima. Anche se il giudice si pronuncerà però il 16 maggio.

Una mazzata, l’ha definita Carmine Giuliani. Sottolineando che anche il fatturato vive di sera: l’80% è dovuto alle quattro ore che precedono mezzanotte. Per questo motivo in Confcommercio si è svolta una riunione straordinaria della Fipe. E si è lanciato un appello al Comune. Non si può rischiare di penalizzare una stagione turistica che sta andando a gonfie vele. Lo scorso anno in provincia le presenze hanno superato quota 3 milioni e 200mila e il contributo del capoluogo è stato determinante.

«Siamo certi che si possa arrivare a una soluzione condivisa nell’interesse non solo del turismo ma per la dignità della città stessa - osserva Giovanni Ciceri, che guida sia Confcommercio Como sia Fipe - Non si vuole entrare nel merito del contenzioso ma, come regola generale, non possiamo condividere che gli uffici non consentano di ritrovarsi dopo le dieci di sera».

Ciceri si pone una domanda pragmatica: «Se è il rumore che dà fastidio, cioè il vociare delle persone, ci si domanda: se i locali sono chiusi e la gente si ritrova comunque nelle piazze si è intenzionati ad evitare anche quegli assemblamenti? Qualcuno ha dimenticato le nostre cause vinte contro l’Amministrazione Bruni che imponeva il coprifuoco limitando l’esercizio delle attività e penalizzando gravemente la città turistica».

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