Coronavirus: situazione di emergenza
in Svizzera: Boom di contagi
e si muove l’esercito

Già 2.200 casi, 291 soltanto in Canton Ticino - Tende da campo e ambulanze militari per i pazienti - A Lugano il Moncucco riservato alle malattie respiratorie

Coronavirus: situazione di emergenza in Svizzera: Boom di contagi e si muove l’esercito

Uno dopo l’altro, quasi tutti i Cantoni stanno adottando il “modello Ticino”, che a sua volta da sabato ha preso a prestito un altro “modello”, quelle delle restrizioni che la Lombardia e il resto dell’Italia stanno sperimentando rispettivamente dall’8 e dall’11 marzo, con aperti unicamente i servizi essenziali e le industrie. Questo perché ieri, domenica 15 marzo, si è registrato un aumento esponenziale dei casi di coronavirus in Svizzera, ben 800 in più rispetto al dato precedente, che hanno portato il totale a 2200.

Di questi 291 sono in Canton Ticino, che conta già 6 decessi. Una situazione di massima allerta che ieri ha richiesto un nuovo intervento da parte della presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, che in due distinte interviste ha posto l’accento sul fatto che «la Svizzera è in grado di affrontare questa crisi sia dal punto di vista medico che finanziario». «Per superarla - ha aggiunto - tutti devono rispettare le norme».

Per dare un segnale di fiducia ai cittadini e alle imprese, il Governo di Berna ha subito definito uno stanziamento di 10 miliardi di franchi. «Un aiuto immediato che sicuramente necessiterà di un nuovo intervento», ha detto la presidente della Confederazione. La situazione più complessa è quella che si sta vivendo in Canton Ticino. Da sabato è ufficialmente operativo a Lugano e Bellinzona l’esercito svizzero, che ieri attraverso il profilo social istituzionale ha confermato la piena operatività, finalizzata «ad alleggerire la pressione sui Pronto soccorso ticinesi». «Ulteriori posti letto sono stati allestiti nelle tende d’ospedale dell’esercito - si legge in una nota del primo pomeriggio -. Anche il trasporto dei pazienti con ambulanze militari è iniziato senza intoppi». Sempre sul fronte sanitario, anche la clinica “Moncucco” di Lugano - che ha ospitato il primo paziente ricoverato per coronavirus in Ticino (un settantenne, poi guarito e dimesso) - diventerà un presidio interamente dedicato al Covid-19. «Il Pronto soccorso della clinica - spiegano da Lugano - accoglierà solamente pazienti con problemi alle vie respiratorie».

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