Detenuto protesta        E riesce a salire        sul tetto del Bassone (video)

Detenuto protesta

E riesce a salire

sul tetto del Bassone (video)

Si arrampica sulla grondaia e scende solo dopo tre ore

Ancora problemi nel carcere del Bassone. Nella giornata di lunedì, infatti, un detenuto di 47 anni ha letteralmente scalato il muro di una palazzina arrivando fino al tetto del penitenziario. Una salita pericolosa che sarebbe riuscita grazie all’utilizzo di una grondaia.

L’uomo, italiano, non avrebbe agito con l’intento di evadere bensì per protesta in seguito ad un permesso negato che aveva chiesto (pare) per motivi di famiglia. Gli agenti della polizia penitenziaria e i vigili del fuoco di Como hanno dovuto lavorare a lungo per convincere il detenuto a desistere dal proprio intento dimostrativo.

Solo dopo circa tre ore la situazione è tornata alla normalità. Il fatto sarebbe avvenuto durante la fruizione delle ore d’aria garantite dall’ordinamento penitenziario nel cortile dei passeggi.

https://www.laprovinciadicomo.it/videos/video/detenuto-sul-tetto-del-bassone_1052576_44/

La denuncia dell’accaduto è stata fatta ieri dal sindacato Uilpa-Polizia Penitenziaria a firma del segretario provinciale Dario Esposito . «Il detenuto ha approfittando delle inefficienze architettoniche della struttura, fino a giungere sul tetto – ha commentato Esposito - Ci sono volute alcune ore, l’arrivo dei vigili del fuoco ed una lunga opera di convincimento di alcuni colleghi, per dissuadere il detenuto dal proprio gesto di protesta. Questo ennesimo episodio si inserisce in un contesto precario, in cui non esiste mattina, pomeriggio o sera, in cui non si sussegua almeno qualcuno fra i seguenti eventi critici: atti autolesionistici, minacce, colluttazioni, risse, aggressioni, rifiuti di rientrare in cella fino a semplici denigrazioni del personale penitenziario a vario titolo presente, finanche quello sanitario».

«Eppure – conclude Esposito a nome del sindacato - quello che chiedono i poliziotti penitenziari comaschi è solo dignità. Non desiderano essere considerati eroi, pretendono solo di avere quanto richiede ciascun lavoratore nei proprio settore: minimi standard di sicurezza e tutela dei propri diritti».


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