Disastro Trenord  «Almeno per due anni  non cambierà niente»
Ancora brutte notizie per i pendolari comaschi (Foto by archivio)

Disastro Trenord

«Almeno per due anni

non cambierà niente»

L’amministratore delegato dell’azienda ieri in Regione ha ammesso:«Servizio non adeguato»

Dalle 5.17, primo treno in partenza, alle 19.47, ultimo treno monitorato, sulla linea Chiasso-Milano ieri ci sono stati 2 treni in orario, 3 in anticipo, 4 soppressi, 50 in ritardo. Per i pendolari comaschi l’ennesima giornata da mal di pancia che si assomma a dieci mesi di continui disagi.

E come dichiarato ieri in commissione regionale Territorio da Marco Piuri, numero uno di Trenord da un mese e mezzo, «di sicuro nei prossimi 24 mesi non cambierà nulla». Servizio, flotta e rete restano uguali. Dal 9 dicembre, però, con il cambio di orario, la società ha previsto la soppressione dei treni con meno di 50 viaggiatori. Non sono coinvolte linee comasche. «Interveniamo su linee che trasportano 7mila persone per migliorare complessivamente il servizio dove ne viaggiano 750mila - ha spiegato l’amministratore delegato - I treni saranno sostituiti da bus e garantiremo a tutti, anche a questi 7mila, un servizio più affidabile».

Nel 2018, nel frattempo, il servizio è peggiorato. Se nel 2017 la puntualità era sopra all’80%, oggi è sotto, le soppressioni sono nell’ordine del 5% e Trenord prevede penali per 26 milioni di euro e 10 milioni per i bonus ai pendolari. «Servizio non adeguato e non di qualità», ha sottolineato Piuri che tra le cause elenca infrastrutture, flotta (età media 20anni) e personale. «Non mi pare che il taglio del capolinea di Albate abbia migliorato la situazione, e non credo che togliere qualche treno modificherà le cose», commenta Ettore Maroni, portavoce dei pendolari comaschi. «Questi problemi non sono caduti dal cielo, il nodo è la gestione di Trenord - aggiunge Matteo Mambretti, rappresentante regionale dei viaggiatori - Questo taglio corrisponderà ad un taglio di quanto Regione versa all’azienda? Pensano di convocarci e dirci cosa hanno deciso senza alcun coinvolgimento, come previsto dalla stessa normativa regionale?». «Chiediamo come si possa andare avanti quando voltiamo pagina girandola all’indietro», scrive Assoutenti Lombardia, nella lettera alla Regione.

«Lega e Forza Italia governano in Lombardia da anni, sul trasporto ferroviario hanno fallito - osserva il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo - Incredibilmente subito dopo l’audizione di Piuri, hanno votato una risoluzione per allungare i contratti di servizio con Trenord fino al 2026».


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