Dormono cinque notti in auto
Ma chiedono aiuto per il cane

Una donna di 70 anni, il figlio e la sua compagna rimasti senza casa - Dal canile la segnalazione al Comune. Trovata una soluzione provvisoria

Dormono cinque notti in auto Ma chiedono aiuto per il cane
La famiglia ha trovato accoglienza in una delle strutture di ricovero del Comune
(Foto di archivio)

Cinque notti trascorse a dormire in automobile nel parcheggio di un cimitero o di un supermercato. A 70 anni con il figlio, la sua compagna e un cane pastore tedesco, nel freddo dell’inverno una famiglia di Como si è trovata a vivere una situazione al limite.

Ma grazie alla rete delle istituzioni e della grave marginalità in poche ore, tra venerdì notte e sabato mattina, si è subito attivato il sostegno e la ricerca di una soluzione temporanea per tutelare la salute di queste persone.

Il tutto è iniziato venerdì pomeriggio quando la famiglia si è presentata ai cancelli del canile della Valbasca per chiedere un aiuto: un ricovero provvisorio dove poter ospitare il proprio cane per tornare a riprenderlo a emergenza rientrata.

«Ci hanno subito confermato che non avevano nessuna intenzione di abbandonare il cane, ma erano in forte difficoltà. Abbiamo allora girato la segnalazione ai Servizi sociali del Comune – racconta Marco Marelli , coordinatore del rifugio per animali – e il Comune si è dato immediatamente da fare per capire meglio il caso e come affrontarlo: è stato un lavoro di squadra. Dal canto nostro ci stiamo facendo carico, visto la mancanza di box liberi in canile, di pagare una pensione esterna per il pastore tedesco».

«La mia prima preoccupazione – interviene l’assessore Elena Negretti – venerdì notte è stata quella di trovare un letto e un ricovero caldo in particolare per la mamma di 70 anni che da giorni viveva in condizioni estreme. Ho parlato con queste persone e sono riuscita a trovare dei posti liberi al dormitorio di via Napoleona. Ieri sera la famiglia è entrata in dormitorio. Ci sono state diverse resistenze di fronte a questa proposta, legate in particolare al timore dei contagi; fortunatamente sabato mattina siamo riusciti a convincere le tre persone che fosse la migliore soluzione temporanea e che l’ingresso in struttura sarebbe avvenuto con regolare tampone rapido anche per la sicurezza degli altri ospiti. Abbiamo anche stretto la promessa che la famiglia domani mattina si presenti ai Servizi sociali con la speranza che questa volta non diserti l’appuntamento e si mostri partecipativa di fronte alle alternative di aiuto che le verranno proposte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

{# #}