Elezioni Svizzera, vince l’onda verde   I frontalieri fanno meno paura
Un seggio in Svizzera: le operazioni di voto si sono chiuse ieri alle 12

Elezioni Svizzera, vince l’onda verde

I frontalieri fanno meno paura

I partiti ambientalisti si affermano al consiglio nazionale. Lega battuta in Ticino: fuori la Pantani, dentro l’ecologista Gysin

In Svizzera da ieri pomeriggio si parla apertamente di “tsunami verde”. Le due formazioni ecologiste - Verdi e Verdi Liberali - hanno centrato un risultato storico alle elezioni federali, conquistando in quel di Berna ben 22 seggi. L’effetto Greta c’è stato eccome, anzi in Ticino si è assistito ad un doppio “effetto Greta”. Questo perché l’avanzata ecologista ha permesso alla candidata dei Verdi, Greta Gysin, di staccare un biglietto per il Consiglio nazionale, strappando il seggio ad una “big” della politica ticinese come la leghista di ferro Roberta Pantani, che da cinque anni stava conducendo una battaglia a suon di mozioni per la chiusura notturna dei valichi minori.

D’altronde, in un recente sondaggio, gli elettori svizzeri hanno confermato che “l’emergenza climatica” è la loro “prima preoccupazione”. La Lega dei Ticinesi ha confermato in Consiglio nazionale il seggio di Lorenzo Quadri, anche se Boris Bignasca - figura di spicco del partito di via Monte Boglia - ha parlato apertamente di “momento difficile per il partito”. Greta Gysin, giunta a Bellinzona nel tardo pomeriggio, ha spiegato ai fedelissimi «che a breve si trasferirà in Ticino» (oggi è domiciliata a Zurigo, ndr) e che «le istanze ticinesi avranno ampio spazio a Berna».

Verdi e Verdi Ecologisti si candidano ad essere la quarta forza politica della Confederazione, con un peso specifico importante non solo in Consiglio nazionale, ma anche all’interno del Consiglio degli Stati (la Camera dei Cantoni) con ben tre seggi al posto dell’unica poltrona della precedente legislatura. In calo il Partito Popolare Democratico. Il primo partito della Confederazione resta l’Udc, anche se sul campo ha lasciato il 2,7% dei consensi. Il partito guidato in Ticino da Piero Marchesi e noto per le sue posizioni anti-frontalieri ha confermato il seggio di Marco Chiesa, forte di oltre 32 mila preferenze, in Consiglio nazionale. Importante anche l’exploit, sempre firmato Marco Chiesa, nella volata per il Consiglio degli Stati, dove si è piazzato secondo dietro a Filippo Lombardi. Anche il capogruppo Plr in Gran Consiglio, Alex Farinelli, ha staccato un biglietto per Berna.

Da registrare, nonostante una campagna elettorale dai toni aspri (come non ricordare la polemica per i 12 dipendenti frontalieri che ha coinvolto il candidato leghista Battista Ghiggia), il calo della partecipazione al voto.

Alla urne si è recato il 47,3% degli aventi diritto contro il 48,5% di quattro anni or sono.


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