Forza Italia, a Como è spaccatura. Giola contro Fermi: «Ha fallito»

La candidata alle regionali: «Partito in crisi per colpa sua, non ci rispetta. Aveva rifiutato la presidenza del consiglio regionale, ora dice che vale molto»

Consigliere in Provincia, candidata alle ultime elezioni regionali e capace di raccogliere 3.303 preferenze, Domiziana Giola certifica - dopo le tensioni delle scorse settimane - la spaccatura all’interno di Forza Italia. Il suo è un durissimo atto d’accusa nei confronti del coordinatore provinciale del partito Alessandro Fermi, “reo” di aver sponsorizzato la sfidante per la Regione Federica Bernardi, di «ignorare il dissenso interno» e aver mandato in crisi il partito, capace a malapena di esprimere un consigliere a Palazzo Lombardia (zero assessori, zero parlamentari). «Visti i deludenti risultati elettorali di Forza Italia in provincia di Como, è stato inviato alla responsabile regionale Mariastella Gelmini un documento in cui si chiedono le dimissioni di Fermi - ricorda Giola - Ma il diretto interessati l’ha liquidato con indifferenza, dichiarando ieri al vostro giornale che “non si può essere simpatici a tutti”. Forse dimentica che il testo non è firmato dagli ultimi arrivati ma da persone che rappresentano una buona metà degli eletti nei consigli di Cantù, Erba e Olgiate, c’è poi una consigliera di Como. In buona parte sono l’espressione dei 3.300 elettori che mi hanno votato alle regionali».

«Chiedo rispetto, dal giorno delle elezioni non ho ricevuto una sola chiamata o un messaggio da Fermi - dice Giola - Lui cinque anni fa è stato eletto in Regione anche grazie al sostegno di questo gruppo e nell’ultima tornata elettorale da queste persone sono arrivati circa tremila voti. Può anche decidere di non avere più contatti con la sottoscritta, per quanto non nasconda la mia delusione dal punto di vista umano, ma sbaglia a ignorare o liquidare con una battuta chi ha combattuto per lui in questi anni, aiutandolo con la presenza nelle liste e con i voti alle amministrative di Como, Erba e Cantù». «Il documento - insiste Giola - nasce per denunciare la gestione personalistica del partito da parte di Fermi, una gestione che ci ha portato ad avere un solo consigliere regionale, nessun assessore e nessun parlamentare del territorio».

Poi l’affondo: «Denunciamo la crisi in cui si trova Forza Italia in provincia di Como, dove per l’ennesima volta i voti dei comaschi sono serviti per far eleggere i paracadutati di turno e un coordinatore provinciale, dopo aver costruito una lista per le regionali che gli garantisse una rielezione certa, ha sostenuto una sola candidata (riferimento a Bernardi, ndr) contro ogni proclama di imparzialità che il suo ruolo richiedeva».

«Dopo aver svenduto il territorio - attacca ancora Giola - accettando di candidare alle politiche rappresentanti comaschi in posizioni ineleggibili, Fermi non ha avuto la forza di far pesare le sue preferenze per l’ottenimento di un assessorato e oggi vende il ruolo di presidente del consiglio Regionale come un importante risultato per la provincia di Como. Ma se so tratta di un ruolo così importante, perché ha dichiarato pubblicamente che lo avrebbe rifiutato (in un incontro con i sostenitori al Castello di Casiglio, ndr)?». «Mi sarei aspettata che almeno su questa partita avesse la forza di condurre una battaglia politica a favore del territorio, invece piuttosto che inimicarsi qualcuno che siede ai vertici del partito ha preferito portare a casa il minimo sindacale».

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