Frontalieri, stipendi sempre più bassi  Anche 1.300 franchi meno dei ticinesi
Oggi il 50.7% dei lavoratori ticinesi è straniero: il 27.5% di esso è composto da frontalieri (Foto by archivio)

Frontalieri, stipendi sempre più bassi

Anche 1.300 franchi meno dei ticinesi

Davvero impietoso il raffronto sui salari rispetto a un “pari grado” svizzero. E sugli accordi fiscali, c’è attesa per l’arrivo del ministro degli Esteri italiano

«C’è qualcosa che non va nel sistema produttivo ticinese. Da un lato cala il numero di frontalieri (scesi di 2.700 unità nell’ultimo anno, ndr), dall’altro aumentano i residenti in assistenza. Cosa ci dobbiamo attendere da qui ai prossimi mesi?».

La domanda, più che legittima, la pone Sydney Rampani, frontaliere e amministratore del gruppo facebook “Frontalieri Insubria”. Le tensioni lungo il confine sono riesplose - a meno di tre mesi dalle elezioni cantonali - in maniera evidente e ora, a complicare le cose, ci si è messo anche uno studio del “Panorama statistico del mercato del lavoro ticinese”, che ha certificato quanto in gran parte già si sapeva.

Lo studio mette in bella evidenza il fatto che - nei comparti dove il Contratto collettivo di lavoro non ha fatto breccia e dove, di conseguenza, vige la legge “dell’ognuno fa per sè” - in media un frontaliere guadagna dai 300 ai 1300 franchi in meno rispetto ad un collega svizzero con le medesime mansioni. Cambio alla mano, significa portare al di qua del confine ogni mese dai 250 ai 1000 euro in meno rispetto ad un parigrado ticinese, che la “ramina” (così è chiamata la rete di confine in Ticino) non deve varcarla. E in questo quadro decisamente poco confortante (almeno per molti nostri lavoratori) c’è da registrare anche il fatto che dal 2017 nel Cantone di confine il 50,7% degli occupati è straniero e di questo 50,7% il 27,5% è rappresentato da lavoratori frontalieri.

Una manna per i partiti - come la Lega dei Ticinesi e l’Udc - che da anni urlano ai quattro venti, in realtà con scarsi successi, lo slogan “Prima i nostri!”. Tornando al tema degli stipendi, la fascia dei 5mila franchi è quella più interessata da questa disparità di trattamento, fermo restando che in Italia al posto di 5300 franchi mensili (lo stipendio di un dipendente ticinese) spesso i nostri lavoratori sono “costretti” a portarne 4.300, che comunque al cambio attuale fanno 3.809 euro.

E la prossima sarà una settimana importante per i rapporti di confine: domani i ministri degli Esteri d’Italia (Enzo Moavero Milanesi) e Svizzera (Ignazio Cassis) faranno il punto operativo della situazione a Lugano, soprattutto dopo che la maggioranza giallo-verde del Belpaese ha pensionato la revisione degli accordi fiscali tra i due Paesi. Martedì, invece, il Tribunale federale si pronuncerà su un tema che potrebbe coinvolgere migliaia di frontalieri ovvero la possibilità di pagare gli stipendi in euro anziché in franchi.


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