Grate sul lungolago  Doppia beffa: brutte e inutili
La passeggiata “Amici di Como” è stata restituita al Comune in comodato un anno e mezzo fa

Grate sul lungolago

Doppia beffa: brutte e inutili

Con il passaggio della gestione al Comune le recinzioni non servono più nemmeno per la sicurezza. Offerta di “Amici di Como” di tornare ad occuparsi della manutenzione. Nessuna risposta dall’amministrazione

Le grate sul lungolago non solo rovinano il paesaggio, ma sono anche inutili visto che i cancelli alle estremità non vengono più chiusi durante le ore notturne, come avveniva durante la gestione da parte di “Amici di Como”, che ha finanziato la riapertura del tratto di passeggiata nell’estate del 2013. Questo vuol dire che le recinzioni non hanno più nemmeno la funzione garantire la sicurezza dello spazio.

Una doppia beffa per comaschi e turisti che si ritrovano a vedere una recinzione malmessa e senza nessuna utilità dall’inverno del 2017, da quando cioè i privati che avevano gestito nei quattro anni precedenti la passeggiata avevano ceduto le opere all’amministrazione comunale in comodato d’uso. Palazzo Cernezzi fin da subito aveva parlato della volontà di eliminare quella bruttura lunga circa 150 metri, ma per un anno e mezzo non è riuscita a rimuovere un cavo elettrico del quale era pure sconosciuta l’origine. Il cavo è stato rimosso solo una manciata di giorni fa, ma a quel punto sono emersi da parte dell’amministrazione comunale ulteriori ostacoli. Adesso, dicono, per togliere le grate, bisogna contestualmente posizionare delle fioriere o dei cespugli per evitare che qualcuno finisca nel fossato che separa la vecchia passeggiata da quella nuova (c’è un dislivello di circa mezzo metro). Non si sono però indicazioni temporali per quando si potrà dire addio all’inutile bruttura.

A questo si aggiungono le condizioni tutt’altro che buone in cui versa la manutenzione della passeggiata a lago da quando è passata a Palazzo Cernezzi. Una situazione di degrado che negli ultimi giorni ha visto prendere posizione gli stessi “Amici di Como”, associazione che riunisce circa 150 imprenditori del territorio. A lanciare l’ipotesi di un nuovo intervento privato era stato Mario Pittorelli, sostenuto dal presidente Silvio Santambrogio. «Lo stato di degrado in cui versa non è più tollerabile - le sue parole - Siamo davvero molto preoccupati, dopo che come associazione ci abbiamo messo la faccia e i soldi per risollevare l’immagine di Como. Ora quelle grate non servono più e lo stato di abbandono in cui versa il lungolago è un brutto biglietto da visita. Ne parliamo da tempo in modo informale all’interno dell’associazione, al prossimo consiglio porteremo in discussione la questione. Credo che saremo tutti d’accordo. Siamo in tanti, 150 soci che amano questa città. Il problema semmai può essere il Comune». Inteso come tempi e burocrazia.

E Palazzo Cernezzi? Neanche ieri sono arrivate risposte alla mano tesa dai privati. Intanto, il tempo passa. E la recinzione è sempre lì.


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