Guanti in lattice introvabili e costosi  Ospedali e medici lanciano l’allarme
Le strutture sanitarie e i medici denunciano: c’è carenza di guanti monouso in lattice (Foto by archivio)

Guanti in lattice introvabili e costosi

Ospedali e medici lanciano l’allarme

La denuncia: «Costretti ogni volta a cercarli in giro per il mondo e i prezzi sono diventati folli»

A cinque mesi dall’inizio dell’emergenza epidemiologica mancano ancora i guanti. Le strutture che riescono a trovare i guanti monouso li pagano anche cinque volte tanto. Le Rsa, ma anche gli ospedali e le strutture sanitarie, lamentano una grave difficoltà nel loro reperimento. Un presidio che nella prima fase del Covid abbiamo tutti indossato per uscire di casa, salvo poi l’intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità che ne ha sconsigliato l’uso.

In corsia, negli ambulatori, nelle strutture per anziani, però, i guanti in lattice si usavano prima dell’emergenza e sono necessari, a maggior ragione, ancora adesso.

«C’è chi se ne approfitta»

«Bisogna ogni volta cercarli in giro per il mondo – spiega Gianmarco Beccalli, presidente della Ca’ d’Industria – gli Stati se li contendono e i prezzi diventano folli. Per noi è un problema oltre che un costo». Prima mancavano le mascherine, poi è scattato il prezzo imposto nazionale per le chirurgiche monouso. «Sì, ma ancora oggi con i guanti è una tragedia – conferma Mario Sesana presidente di Uneba Como, ente che raccoglie le Rsa della provincia – è un bene che a febbraio costava poco, un euro e mezzo un pacco da cento all’incirca. Adesso i fornitori chiedono anche dieci euro al pacco. È da pazzi, se ne approfittano. Sono quasi tutti prodotti d’importazione orientale, guanti cinesi. Qui in Italia la produzione è scarsa, non basta. Le scorte sono quasi azzerate ed è un problema serio».

L’ordine dei medici

Anche Gianluigi Spata, il presidente dell’Ordine dei medici di Como, spiega che i guanti sono sempre introvabili. «In vista dell’autunno, sperando che non torni il contagio, dobbiamo fare scorte – dice Spata – lo stiamo facendo come medici di base anche per le mascherine e i camici».

Diversi ospedali in Italia lamentano lo stesso problema. «Gli approvvigionamenti dei dispositivi di sicurezza sono continui e costanti e da tempo si stanno facendo scorte – fa sapere l’Asst Lariana – è vero che rispetto ai guanti in questo momento si registrano un aumento dei prezzi e difficoltà nel reperimento».

«È una criticità che mi è stata sottoposta più volte – dice Mauro Turconi, il segretario generale dell’ospedale Valduce – chi si occupa dei rifornimenti fa fatica e quando trova dei nuovi pacchi spende parecchio più del previsto. Vista la mappa internazionale del contagio sempre in crescita immagino che la domanda mondiale sia molto forte, a fronte di un’offerta sempre risicata».

La Regione non fornisce a enti e soggetti privati le scorte salvo pochi interventi durante il lockdown e, comunque, la difficoltà nel reperimento è generale e ormai cronica. «Noi avevamo una grande scorta in magazzino a inizio anno – dice Pierpaolo Maggioni, il direttore sanitario del Fatebenefratelli di Erba – almeno per affrontare la difficile primavera. Ma trovare dei nuovi pezzi in commercio è tutt’ora davvero difficile. Sui motivi non voglio lanciare accuse, ma è noto che anche le mascherine prima del prezzo imposto hanno subito degli aumenti spaventosi». Tale da interessare perfino la magistratura e la guardia di finanza nei mesi scorsi per l’ipotesi del reato di speculazione.


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