I sanitari “No Vax” sono duemila
Como, in arrivo gli ultimatum

Solleciti e raccomandate a chi lavora nella sanità

Stanno arrivando solleciti e raccomandate ai sanitari comaschi non vaccinati, ma non sono ancora scattate sospensioni o demansionamenti.

Dall’1 aprile, quasi tre mesi fa, la legge considera la vaccinazione anti Covid per i sanitari un «requisito essenziale», pena - ove possibile - lo spostamento ad un ruolo non a contatto con il pubblico o, in caso contrario, la sospensione dal servizio senza salario.

L’Ats Insubra, ricevuti gli elenchi dagli Ordini e dalle strutture, ha incrociato i dati dei vaccinati con la Regione calcolando inizialmente oltre 2mila sanitari non ancora coperti nel Comasco. La procedura, lunga e macchinosa, prevede un contatto formale con i sanitari non vaccinati i quali possono esporre delle motivazioni legate a delle precise condizioni di salute.

In questi giorni diversi sanitari non vaccinati spiegano di aver ricevuto una Pec dall’Ats. L’Agenzia per la tutela della salute nella mail invita alla vaccinazione, domanda il certificato vaccinale o la prenotazione di un prossimo appuntamento, oppure chiede l’esenzione per motivi legati alla salute. È anche possibile dichiarare di non essere interessati dall’obbligo per altre ragioni, per esempio perché non si è più in attività o perché non si lavora a contatto con il pubblico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA