I volti noti che si schierano: ecco per chi voteranno

Verso il ballottaggio Saibene, Pullici, Andrea Taborelli, Alogna e Mascellaro: «Noi per Minghetti». Maesani, Angelo Taborelli, Milani, Michelini ed Enrico Butti: «Scegliamo Rapinese»

I volti noti che si schierano: ecco per chi voteranno
Andrea Taborelli

Due giorni al voto: chi sta con chi? Nelle ultime ore di campagna elettorale si schierano alcuni volti noti della città. Voterà Barbara Minghetti l’imprenditore tessile Andrea Taborelli. «È una bravissima persona, ha la squadra migliore e il progetto migliore – afferma Taborelli – Mi riconosco nel futuro che immagina».

Con la candidata del centrosinistra anche Gerolamo Saibene, il “papà” di Tedx a Como: «L’antipolitica ha già fatto disastri – dice – Minghetti è capace di dialogare e collaborare. Pensa alla soluzione dei problemi più quotidiani senza rinunciare a guardare in alto. Vuole dare una prospettiva, uno sviluppo a questa città a cui Rapinese non accenna nemmeno».

Nel mirino degli elettori di centrosinistra anche il metodo, l’approccio scelto dal candidato civico. «Rapinese è poco educato e tollerante – spiega Pia Pullici, nota per l’impegno nel mondo delle disabilità – L’aggressività non offre soluzioni, troppo facile parlare male di tutti». Schierato per Minghetti anche un musicista molto noto: «Sono un violinista solista e conosco Barbara – dice Davide Alogna – è una donna capace, ha una professionalità che le ha permesso di raggiungere obiettivi importanti non solo a Como, ma in mezza Italia». Minghetti sarebbe il primo sindaco donna. «Essere donna non è una bandiera, ma un valore aggiunto – spiega il notaio Alessandra Mascellaro – Barbara è la persona giusta, è nota la sua abnegazione. Mi piace il suo concetto di inclusività, sa organizzare, coinvolgere. In una città che ha bisogno di aprirsi al mondo».

Sul fronte opposto, quello di chi voterà Alessandro Rapinese, il neurochirurgo Angelo Taborelli: «Ho fiducia in Rapinese, è coerente – dice Taborelli – è civico e non è vittima dei partiti». «Non promette grandi sogni e bada al concreto – spiega Patrizia Maesani, ex consigliera di Fratelli d’Italia a Como – il progetto di Minghetti invece non mi convince. Lui è impetuoso, ma il realismo lo porterà ad abbassare i toni. E non sopporto l’ipocrisia che alberga altrove, dal dormitorio in poi».

La figura civica di Rapinese punta a guadagnare consensi sia a destra che a sinistra: «Conosce tutti i dossier nei cassetti di Palazzo Cernezzi – dice Luca Michelini, docente comasco di Storia del pensiero economico a Pisa – è credibile perché da anni si occupa della città. Ha costruito un dialogo con i cittadini, non è stato scelto o imposto, ha una base democratica reale. Non è trasformista ed è indipendente dal centrosinistra e dal centrodestra che sono i responsabili dei problemi di Como». Tra i negozianti in centro tifa Rapinese Enrico Butti, titolare dell’omonimo negozio di calzature: «Dopo 18 anni di lotta all’opposizione è giusto farlo provare – spiega – se lo merita. È una persona che si è molto impegnata per Como e che conosce Como. Al contrario dei tanti partiti che ci hanno governato verso i quali oggi provo solo sfiducia».

«Rapinese rappresenta una richiesta di cambiamento che credo stia montando in città – dice Chiara Milani, responsabile scientifica della biblioteca comunale – Si presenta con una lista che mi convince, piena di giovani e volti nuovi più esperti».

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