Il voto per il nuovo sindaco  Quartieri al centro dell’ultimo dibattito
Da sinistra i candidati Fabio Aleotti, Bruno Magatti, Maurizio Traglio, Mario Landriscina, Celeste Grossi, Alessandro Rapinese, Francesco Scopelliti e il moderatore Enrico Marletta

Il voto per il nuovo sindaco

Quartieri al centro dell’ultimo dibattito

Como, al Cinelandia il secondo confronto su mense, sicurezza, moschea

Como

Un’occasione per conoscere le idee non tanto sulle grandi opere bensì sui problemi dei quartieri e sulle questioni che toccano la vita di tutti i giorni. Giovedì sera, a pochissima distanza da domenica, data del primo turno delle elezioni, al cinema multisala Cinelandia di Camerlata , di fronte a una sala strapiena (occupati tutti i posti a sedere, diverse le persone in piedi) si è tenuto il dibattito fra gli aspiranti sindaci di Como, organizzato da La Provincia.

Presenti i sette candidati: Fabio Aleotti (movimento Cinque Stelle), Celeste Grossi (La Prossima Como), Mario Landriscina (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Insieme per Landriscina), Bruno Magatti (Civitas-Progetto Città), Alessandro Rapinese (Rapinese Sindaco), Francesco Scopelliti (Como Futura, Giovane Como) e Maurizio Traglio (Pd, Svolta Civica per Como, Ecologisti e reti civiche). In apertura, una sorpresa: una videointervista di presentazione realizzata a ogni aspirante alla poltrona di primo cittadino di Como.

Diversi i temi trattati, introdotti dal capocronista de La Provincia Enrico Marletta, per esempio quello delle mense scolastiche e l’ipotesi d’esternalizzazione di alcuni servizi. Traglio ha spiegato come sia una soluzione semplicistica «esternalizzare un servizio ogni volta si abbia un problema riferito alla qualità. Prima di dare un taglio, è necessario provare a efficientarli».

Landriscina, alla domanda se sia meglio esternalizzare i servizi per abbassare le tariffe, ha risposto che «prima di tirare una riga, credo sia importante la motivazione e il confronto con chi è coinvolto, penso sia l’asse vincente di un’amministrazione».

Un altro tema trattato è stato il ponte di via Badone e l’operazione compiuta nell’area dell’ex Trevitex. «Se fossi presidente del consiglio di una nazione con cittadini senza problemi economici – ha commentato Rapinese - oppure con risorse molto importanti, potrei affermare si tratti di soldi ben spesi. Invece il milione circa andava investito altrove, ci sono una decina di altre priorità in città».

Sullo stesso argomento, Magatti ha specificato come non fosse d’accordo sull’abbattimento della palazzina: «Ritengo potesse restare. Sull’operazione complessiva, invece, abbiamo ereditato una situazione e una trattativa già in essere». Si è parlato anche di moschee e sicurezza. Sul primo tema, Grossi ha chiamato in causa la Costituzione, «in cui è scritto che tutte le religioni devono essere tutelate. Per me sarebbe opportuna la presenza di una moschea, ovviamente senza nessun tipo di onere per lo Stato».

Sulla sicurezza, Aleotti ha indicato come priorità «la rivitalizzazione dei quartieri. In città, abbiamo anche un problema d’insicurezza percepita. La città è vista come non tranquilla, anche pericolosa». Scopelliti ha posto l’attenzione sui furti, indicandoli come un problema: «Una buona soluzione passerebbe dall’incremento delle telecamere e più forze dell’ordine a presidiare, anche se devo dire di vederne girare molte. Noi dobbiamo tutelare i nostri cittadini in tutte le forme, è una priorità».

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