«In Ticosa il polo della creatività  Spazi per 400 giovani talenti»
L’area della Ticosa: un pezzo di città da far rinascere

«In Ticosa il polo della creatività

Spazi per 400 giovani talenti»

Paolo De Santis svela la proposta di Officina Como, ieri è stata presentata al Comune.«Attrarre nuove imprese nei settori cultura e sociale. Non sono parole, è un piano realizzabile»

Si è detto e scritto spesso della necessità di portare a Como giovani talenti, per far crescere imprese innovative in una città che non può più vivere (solo) di tessile e al contempo non può puntare tutto (solo) sul turismo. Ebbene, l’associazione Officina Como, presieduta da Paolo De Santis, ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Ha messo a punto una proposta che mira a rendere Como «attrattiva per i giovani e quindi di nuovo ricca di talenti».

«Non parole o studi teorici, ma un piano che a nostro avviso è realizzabile, abbiamo verificato che ci sono fondi importanti disposti a investire per creare un polo della creatività, con annessi servizi - spiega De Santis - Non un’operazione di tipo economico o immobiliare, ma una proposta che guarda al futuro di Como, allo sviluppo del territorio». L’area individuata per questo polo è quella dell’ex Ticosa, come La Provincia ha anticipato ieri. Ieri mattina l’annunciato incontro a Palazzo Cernezzi: De Santis e il presidente di ComoNext Enrico Lironi hanno illustrato l’idea al sindaco Mario Landriscina. Spetterà al Comune, infatti, prendere una decisione sul destino dell’area, visto che ne è tornato in possesso dopo aver chiuso il contenzioso con la società Multi

«La nostra analisi è partita dal fatto che Como attraversa da tempo una fase di significativo cambiamento, che trae origine in primo luogo dalla delocalizzazione all’esterno del capoluogo della produzione manifatturiera tessile, avviata negli anni Settanta e ormai completata - dice De Santis - D’altra parte gli investimenti dell’ultimo trentennio per far nascere e crescere una vocazione universitaria intesa come leva strategica per il futuro si sono al momento sostanzialmente arrestati con la rinuncia al progetto campus e la conseguente perdita del Politecnico. Un terzo elemento rilevante di riflessione è il significativo sviluppo dell’attività turistica, in misura e con una velocità persino sorprendenti, ma è molto pericoloso attribuire a quest’ultima la capacità di garantire, da sola, il rilancio socio-economico e culturale della città».

«Dunque ci siamo convinti - spiega De Santis - che la realizzazione di un polo fisico, strutturato a questo scopo, che abbiamo chiamato “hub della creatività”, integrato con adeguati spazi dedicati alla cosiddetta “formazione 4.0”, su cui ComoNext sta studiando un progetto specifico, possa rappresentare il perno su cui sviluppare tale strategia. Il polo, che potrebbe giovarsi della straordinaria esperienza della stessa ComoNext, in termini sia organizzativi che gestionali, è destinato ad attrarre imprese creative e culturali, a produrre innovazione anche sociale, favorendo lo sviluppo di nuova imprenditoria e di nuove professionalità, nel solco dei saperi storicamente radicati nella collettività comasca, che poggia le sue radici nella grande tradizione in campo tessile, della moda, del design, dell’architettura e dell’arte del Novecento, il cui patrimonio non è ancora andato perduto. I giovani coinvolti potrebbero essere circa 400.».


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