La moda della “tavoletta” elettrica
Pericolo per i pedoni in centro storico

Si vedono anche in centro città gli hoverboard, ultima passione dei giovani

Ma qualcuno si lamenta dei rischi per chi cammina

Lettura 1 min.

Ormai si vedono anche in centro storico: non più solo bici, skateboard e pattini, alla mobilità ecologica - e di moda - anche a Como si sono aggiunti gli hoverboard.

Sono quelle piccole pedane a due ruote, alimentate elettricamente, che si orientano e si attivano inclinando i piedi: l’ultimo grido fra i gadget per i giovanissimi, ma anche un potenziale fastidio - quando non un rischio - per chi in centro passeggia, magari più attento ai monumenti e alle vetrine che alla strada.

Gli hoverboard sono mossi da motori elettrici alimentati da una batteria e raggiungono una velocità di circa 10 chilometri l’ora, con un’autonomia di 20 chilometri.

Si tratta in pratica di macchine simili ai segway, ma senza manubrio e di dimensioni molto ridotte: le ruote sono da 6.5 pollici per il tipo più diffuso e da 10 per quello extra large. Si trovano sia online sia nelle grandi catene specializzate nell’elettronica di consumo, e i prezzi partono da 200 euro circa a salire, fino a oltre 500 euro per i modelli più tecnologici.

«Ne vendiamo una decina alla settimana – spiega Marco Tognoli dell’Unieuro di viale Lecco – sono richiestissimi, in particolare, dai ragazzi fra gli 8 e i 18 anni».

La classificazione e le condizioni di uso di questa tavola elettrica non sono chiare . Come sottolineano dal comando della Polizia locale di Como, la normativa non fa chiarezza e non specifica se siano acceleratori di andatura (come, per esempio, gli skateboard) oppure “veicoli anomali”. Nascono, infatti, per muoversi all’interno di grandi aree private, e all’interno di questi spazi non si prenderanno sanzioni. Si auspica una catalogazione chiara a breve: al momento la multa è a rischio per chi lo usa in città anche se, in attesa di avere una regolamentazione, il principio di fatto utilizzato per dare sanzioni riguarda soprattutto il danno provocato alla circolazione e all’uso improprio, più che alla tipologia del veicolo. Chi, però, vuole essere certo, dovrà limitarsi al suo giardino o poco più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA