L’abbraccio di Rebbio a Severino Proserpio, fratello di tutti

Ieri sera Tanti amici e tanti volti del volontariato e della sinistra comasca. Don Giusto Della Valle: «Hai sperimentato la fraternità universale»

Un uomo che ha sperimentato la fraternità universale, che ha dato la vita per i bambini di strada, un esempio positivo in tempi in cui manca un faro che ci illumini il cammino.

Così la chiesa parrocchiale di Rebbio, piena, ieri sera ha ricordato Severino Proserpio, il volontario comasco scomparso domenica a Kelle, sulla costa senegalese. E’ là che “Seve” ha costruito un centro d’accoglienza e formazione per minori, là che ha realizzato un sogno grazie al sostegno dell’associazione I Bambini di Ornella, dopo venti anni di impegn.

«Lui è tra chi ha sperimentato la fraternità universale – ha detto don Giusto Della Valle – considerava il mondo di tutti, tutti con pari diritti. Ha dato la vita finché ha avuto forza per i piccoli, i giovani, per accoglierli e formali, là dove aveva scelto di impegnarsi».

«Ciao Seve - questo il messaggio lanciato dal pulpito da Rosalba Cicero, già responsabile de I Bambini di Ornella oltre che amica e come lui sindacalista –. Tu stando vicino ai bambini di strada ci hai dimostrato che andare controcorrente ancora oggi si può e si deve... In tempi in cui mancano riferimenti, dimenticata l’umanità, sei stato un grande esempio, positivo soprattutto per la tua nipotina Tatou a cui cercheremo di stare vicini. Ti auguro di riabbracciare la tua Ornella e tua figlia Laura, così come Gianni, presidente dell’associazione. Se questo fosse un Paese normale ci sarebbero delle istituzioni adesso a dirti grazie, lo faccio io per tutti noi: grazie».

Là, ieri mattina in Senegal, nella sua comunità, si sono tenuti i funerali. Presente il fratello Claudio arrivato da Como con gli amici Leone Rivara e Manuela Zanolo, entrambi del direttivo dell’associazione. Con loro, appunto, Tatou, non ancora maggiorenne, a cui sono stati destinati molti pensieri, volendo assicurarsi della sua crescita ora che non ha più la mamma e il nonno, i due principali riferimenti.

Qui, nella sua Rebbio, tanti comaschi hanno partecipato alle celebrazioni, anche le sorelle Piera e Sandra, in prima fila. Come molti volti del volontariato cittadino, del mondo cattolico, del sindacato, la Cgil in cui militava e che ha sostenuto la sua comunità. Luigino Nessi non a caso ha ricordato l’ufficio migranti dove Severino lavorava per garantire ai profughi diritti e asilo, i tempi in cui da Como passavano centinaia di migranti, a volte cacciati, altre accolti. Silvio Peverelli, nel direttivo de I Bambini di Ornella, ha promesso invece che l’impegno dato da tutta l’associazione alla comunità senegalese proseguirà. C’erano diversi esponenti del Pd, Daniele Valsecchi, riferimenti del centro sinistra come Luca Gaffuri, Adria Bartolich, Celeste Grossi, per le Acli Marina Consonno, lo storico Fabio Cani, l’ex assessore Gisella Introzzi, insomma è stata una commemorazione partecipata e sentita, per una persona amata considerata davvero un esempio da seguire. Appesa davanti a tutti la fotografia di Seve. In chiusura un momento musicale proposto da D’Altro canto.

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